di Giuseppe Gaetano, editor in chief
Nel primo semestre 2025 non sono aumentate solo le domande di mutui residenziali, ma – secondo Facile.it e Mutui.it – anche le medie di importo richiesto (137.315 euro, +3% a/a), prezzo d’acquisto dell’abitazione (208.405 euro, +1%), durata del piano di ammortamento (da 24 a 25 anni) e valore dell’Ltv (72%).
Le surroghe continuano a rappresentare oltre un quarto del giro d’affari complessivo. La percentuale di richiedenti under 36 è passata, in 12 mesi, dal 36% al 38%. Segno dell’importanza del Fondo Consap, rifinanziato quest’estate con altri 30 milioni di euro, che per le famiglie numerose può arrivare a coprire fino al 90% del finanziamento: da gennaio a giugno sono cresciuti a due cifre sia il numero di mutui garantiti (38.650, +23%) che l’erogato totale (4,8 miliardi, +34%), arrivando a garantire – dalla sua istituzione – oltre 350mila mutui agli under 36 (per un controvalore di 60 mld), dei 500mila complessivamente erogati.
È su questa fascia che bisogna lavorare: stando sempre ai numeri raccolti dai comparatori online, sarebbero infatti più di un milione i “millenials” tra 29 e 39 anni che non riescono ancora a comprare casa perché privi di capacità economica; sia riguardo l’anticipo di almeno il 20% del valore dell’immobile, per la successiva trattenuta mensile sullo stipendio finalizzata al rimborso. Tra chi ha un lavoro precario o poco retribuito e chi non ha soldi da parte, spesso chi ce la fa deve ringraziare mamma e papà.
Si prevede che entro il 2050 la popolazione concentrata nelle grandi città, dove già oggi i costi di locazione sono insostenibili, passerà dal 55 al 68%: se non ci sono risorse in cassa per investire nel welfare (in Italia appena il 3,8% delle famiglie vive nell’edilizia pubblica), si trovino almeno maggiori coperture per il Fondo Consap e ne si allentino i criteri di accesso per la platea di beneficiari, ampliandola soprattutto sul mercato dei mutui green.
In generale, possiamo dire che in questa prima parte dell’anno la discesa del costo del denaro ha inciso sulla fiducia dei consumatori più delle guerre, commerciali e non: e questo è confermato anche dall’ottimo andamento del credito al consumo. L’effetto dei dazi Usa, in particolare, deve ancora farsi sentire ma la sensazione (e l’auspicio) è che il trend possa proseguire nella seconda metà dell’esercizio.
Mutui, dal Tasso al Prodotto: il Business entra in nuova Fase