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Apple vuole diventare banca?

Questa è la domanda che molti si pongono, dopo che lo scorso lunedì Apple ha annunciato il lancio del proprio prodotto “buy now pay later” (bnpl).

Ad oggi, non ha alcuna licenza bancaria, ma ha il potere finanziario per farlo. Il free cash flow dello scorso anno è stato vicino a $ 93 miliardi nel 2021.

Il fatto che Apple abbia deciso di offrire, questa volta senza partnership con nessun specialista, il prodotto BNPL (buy now pay later) tramite la sua unità Apple Financing, è molto indicativo.

L’unica partnership è con Goldman Sachs per il cui tramite Apple accede al network MasterCard, ma Apple si occupa di tutto il processo di assunzione ed erogazione del credito tramite Apple Financing.

Apple Pay Later permette ai consumatori di poter spalmare l’acquisto fino a 4 rate su un periodo di 6 settimane. Viene gestito dalla “wallet app” presente in tutti gli iphone.

Quello del BNPL è un mercato decisamente in crescita, ed è atteso a livello globale crescere del 27% all’anno per almeno i prossimi 3 anni, secondo  i dati di Kaleido Intelligence.

Apple non è il primo esempio di società tech che vuole entrare nel mondo del credito al consumo. Basta citare Amazon che offre prestiti ai suoi vendors e IBM che ha un suo businesss nell’ambito dei finanziamenti.

In ogni caso erogare credito è ancora un business per specialisti. Nel passato Apple aveva fatto accordi, ad esempio per le carte di credito (Apple Cards), in Usa con Goldman Sachs e in UK con Barclays.

Apple parte dal presupposto che i suoi clienti che sono disposti a pagare più di $ 1,000 per un cellulare, siano sopra la media in termini di possibilità di accedere al credito.

Inoltre con oltre 1,8 mld di devices in tutto il mondo Apple potrebbe accedere a molti “user data” che possono rendere più accurato l’assessment creditizio.

L’interesse di Apple nel business dei servizi finanziari fa parte della strategia di far rendere di più il proprio capitale e poter trovare nuove opportunità di business dalla clientela esistente.

Il ceo Tim Cook ha fatto investire molto sui servizi che oggi rappresentano 1/5 delle vendite.

In ogni caso, gli esperti ritengono che Apple non rivoluzionerà il mercato di BNPL, anche perché secondo gli ultimi dati non è ancora molto diffuso l’utilizzo di Apple Pay, nonostante sia stato lanciato nel 2014.