Nel 2020 gli impieghi degli intermediari creditizi non bancari specializzati nella cessione del quinto dello stipendio o della pensione sono aumentati del 17 per cento, a 8 miliardi, mentre quelli degli intermediari specializzati nei restanti prestiti ai consumatori sono diminuiti del 2 per cento, a 27 miliardi.

Queste dinamiche hanno riflesso sia fattori di domanda, tra cui le ridotte esigenze di spesa e l’incremento del risparmio precauzionale, sia fattori di offerta, collegati con la minore esposizione del reddito da lavoro dipendente e da pensione agli effetti della crisi.

Gli impieghi delle società di leasing e di factoring sono diminuiti del 5 per cento, a 80 miliardi, in linea con l’anno precedente.

L’incidenza dei finanziamenti deteriorati sul totale di quelli concessi dal complesso degli intermediari creditizi non bancari è scesa di 2,1 punti percentuali, al 5,9 per cento, al lordo delle rettifiche di valore. La ponderazione più contenuta di cui beneficiano i prestiti con garanzie pubbliche ha permesso, come per le banche, la riduzione degli RWA e ha favorito il rafforzamento patrimoniale. Il rapporto tra fondi propri e attività ponderate per il rischio è aumentato di 2 punti percentuali, al 15,5 per cento.

L’ammontare delle garanzie rilasciate dai confidi iscritti nell’albo unico è cresciuto del 9,7 per cento, a 7,7 miliardi, anche per effetto dei programmi di garanzie pubbliche varati dal Governo in risposta alla pandemia. Le posizioni deteriorate complessive sul totale delle garanzie rilasciate sono state pari al 24,5 per cento (dal 29,6 nel 2019). Il rapporto tra fondi propri e attività ponderate per il rischio è rimasto su livelli elevati, al 29,5 per cento.