Secondo la Relazione Annuale 2021 di Banca d’Italia…

Il credito al consumo, che era aumentato a ritmi molto elevati negli ultimi anni, è invece diminuito nel 2020, risentendo della contrazione della spesa delle famiglie determinata dalla pandemia.

I tassi di interesse sui prestiti si sono mantenuti su valori minimi nel confronto storico; alla fine dello scorso marzo erano pari in media all’1,3 e all’1,4 per cento, rispettivamente, per i nuovi mutui alle famiglie per l’acquisto di abitazioni e per i finanziamenti alle società non finanziarie.

Le sottoscrizioni di nuovi mutui sono rimaste nell’insieme su livelli simili a quelli dei quattro anni precedenti; nel corso del 2020 l’andamento di questi debiti è stato determinato soprattutto dalla domanda. Le condizioni di offerta si sono mantenute complessivamente distese, anche in conseguenza delle misure di politica monetaria dell’Eurosistema. Il rapporto medio tra prestito e valore dell’abitazione (loan-to-value ratio) ha continuato a salire moderatamente, raggiungendo il 66 per cento, un livello superiore di circa 8 punti percentuali rispetto al minimo osservato nel 2013, ma nettamente inferiore a quello dei paesi europei per i quali il mercato immobiliare rappresenta una vulnerabilità per il sistema finanziario.

È proseguita la crescita dell’ammontare medio dei mutui, che ha riflesso anche l’aumento dei prezzi delle abitazioni acquistate. Dal 2015 la quota di mutui di importo superiore a 75.000 euro erogati alla clientela con meno di 35 anni è stata circa un terzo del totale, sotto il livello del 2007 (40 per cento).

Per fornire un sostegno alle famiglie indebitate colpite dalle conseguenze dell’emergenza sanitaria, l’ambito di operatività delle moratorie ex lege (Fondo Gasparrini) e private è stato temporaneamente ampliato.

Sulla base di una specifica rilevazione avviata dalla Banca d’Italia in collaborazione con il Ministero dell’Economia e delle finanze (MEF), da marzo del 2020 le moratorie a favore delle famiglie consumatrici hanno interessato prestiti per circa 40 miliardi; al 7 maggio del 2021 quelle ancora attive riguardavano 8 miliardi di finanziamenti. Le richieste di sospensione delle rate dei mutui, il cui numero è stato elevato soprattutto nei primi mesi della pandemia, sono riconducibili prevalentemente a individui che hanno dichiarato di aver subito un forte calo del reddito familiare, che risiedono nel Nord Ovest o che operano nell’industria, nei servizi o nei settori del commercio e della ristorazione. S

econdo i dati della Concessionaria servizi assicurativi pubblici (Consap), circa il 40 per cento delle richieste di accesso al Fondo Gasparrini è stato avanzato da lavoratori dipendenti con una sospensione del lavoro o una riduzione oraria, poco più del 30 per cento da lavoratori autonomi e da liberi professionisti…