18 Maggio 2023

Prestiti e Polizze, Digital ed Embedded: gli Ultimi Report

di Giuseppe Gaetano, editor in chief

Nel 2022 le banche Ue hanno concesso attraverso canali digitali il 46% del totale dei prestiti erogati nel 2022: al 36% dei clienti mediante dispositivi mobili, al 21% online.

Emerge da un sondaggio effettuato l’anno scorso dalla Bce su 105 istituti europei di grandi dimensioni. Il 60% ricorre all’IA e continua a investire in nuove tecnologie per sviluppare soluzioni avanguardistiche e la digital transformation impone di adeguarvi governance e gestione dei rischi. Secondo l’ultimo rapporto di PwC nel 2022 oltre 10mila pmi hanno avuto rapido accesso al credito tramite piattaforme innovative e flessibili, con un importo medio sui 400mila euro e una raccolta complessiva di 4,5 miliardi. C’è interesse per il “buy now pay later” nel mondo dei retail fisici, dove il potere d’acquisto del cliente è correlato alla capacità di poter ripagare la dilazione di pagamento. Tra le ultime operazioni in questo campo, l’acquisizione di Cabel IP da parte della fintech milanese Scalapay, che ha ottenuto così il “passporting” della licenza di pagamento che le consentirà un’espansione europea e senza intermediari. In questo contesto s’inserisce anche il business model del “banking-as-a-service, ovvero la possibilità per società esterne al circuito tradizionale di offrire ai loro clienti singoli servizi finanziari (conti bancari online, carte di debito e credito brandizzate, compravendita di beni…). La rapida e incessante evoluzione, di comportamenti da una parte e servizi dall’altra, ha cancellato i confini dell’offerta tra vecchi e nuovi operatori.

Assistiamo a un’evoluzione del concetto di finanziamento, che apre nuovi scenari di collaborazione e/o competizione tra banche, startup e società non finanziarie. Digital ed embedded sono due dimensioni ormai irrinunciabili per le proporzioni assunte in breve tempo da queste soluzioni “alternative”, che rispondono a una logica di omnicanalità. Secondo un recente report della piattaforma europea Solaris, con il 61,8% degli intervistati che utilizzerebbe i servizi finanziari integrati di un fornitore di mobilità – inclusi i prestiti – l’Italia si piazza prima in Ue davanti alla Spagna, seconda col 51,3% dei consumatori interessati e ben disposti verso l’embedded finance. Ancora un’altra piattaforma di business management, Qonto, rileva che l’87% degli italiani (il 93% nella fascia 18-24 anni) utilizza regolarmente almeno una app per attività bancarie nella propria vita personale o professionale. Il Digital Bancassurance Index di IIA, inoltre, prevede che a fine 2023 circa il 50% delle banche utilizzerà strumenti digitali per la vendita di polizze assicurative, e il 90% entro il 2030. È un mercato che solca, infatti, anche le assicurazioni un mercato che solca anche le assicurazioni, con il parallelo fenomeno dell’embedded insurance.

Secondo l’Osservatorio Fintech&Insurtech della School of Management del Politecnico di Milano, l’anno scorso le 120 startup insurtech attive in Italia hanno raccolto 53 milioni di euro: massiccio l’utilizzo di tecnologie di ultima generazione nel canale embedded, con l’offerta di prodotti a completare la customer journey. Lending e insurtech sono tra i sottoinsiemi del sistema fintech che più di altri in questi anni hanno gettato le fondamenta su cui consolidarsi oggi, puntando su prodotti specializzati offerti su piattaforme aperte in logica B2B, trainati da open banking e AI. Una ricerca appena diffusa da Deloitte sostiene che i Millennials, ovvero i nati tra il 1982 e il 1997, sono la fetta di consumatori più propensa a valutare l’acquisto di prodotti assicurativi da canali digitali anziché tradizionali. Non sembra una grossa scoperta, ma bisogna contare che i giovani d’oggi saranno gli anziani di domani, in una popolazione dove l’età media anagrafica sale di anno in anno. Ad esempio in ambito casa, ai 25-35enni interessano coperture personalizzabili in base all’effettiva frequentazione dell’abitazione, monitorata anche dai consumi domestici; mentre nel comparto trasporto, piacciono meccanismi premianti (74%) e copertura trasversale ai mezzi usati (83%), anche qui con premi modulabili in base al reale utilizzo (77%).

Secondo un altro studio di Webranking, nel 2030 rappresenteranno il 45% della clientela del mercato assicurativo. Maggiore semplificazione e rapidità nelle pratiche dei sinistri ma anche chiarezza e trasparenza del linguaggio contrattuale i vantaggi già noti dell’online, i costi (67,5%) sono invece il tallone d’Achille.  Un business in movimento: prima del Covid dominava l’RCA, ora il 53% ha allargato il proprio orizzonte ad altri tipi di prodotti in particolare Vita, Salute e Protezione Reddito. A impilare questi ultimi dati è Sauro Mostarda, Ceo di Lokky. Attualmente i giovani prediligono 4 tipologie di polizze: Instant, che partono da budget minimi; Micro, circoscritte a un periodo temporale; Pay-per-use, pagabili in base all’utilizzo; Inclusive, vendute in un pacchetto indivisibile dal servizio acquistato sul web. Aumentano le compagnie che consentono di rateizzare il premio a tasso zero e anche questo avvicina le nuove generazioni. Famiglie e imprese condividono comunque un approccio in parte ancora “old style”, ovvero una comune resistenza verso una proposta esclusivamente digitale, senza neanche un touch point fisico sul territorio. Numerosi professionisti e pmi restano inoltre ancorati a scelte prese e prodotti accesi anche molto tempo fa, non aggiornati o cambiati fin quando non irrompono bisogni pressanti come la necessità di una surroga, l’attivazione di un leasing o l’urgenza di un anticipo di liquidità.

In generale il mercato fintech, dopo il picco del 2021, a livello globale l’anno scorso ha segnato un crollo del 43% dei nuovi finanziamenti, pur nella continua lenta crescita dei ricavi. Si tratta tuttavia di una turbolenza in fase di decollo, perché i servizi finanziari rappresentano l’industria più redditizia al mondo con ben 12 triliardi di dollari di fatturato all’anno. Questo lo dice l’ultimo studio di BCG Global Fintech 2023, “Reimagining the Future of Finance”. C’è margine di crescita visto che le previsioni indicano 1.550 miliardi di dollari di ricavi globali nel 2023 e un fatturato di circa 22mila miliardi al 2030, con una ripartizione relativamente equa tra banche e assicurazioni. L’Europa costituisce attualmente il terzo mercato dopo il testa a testa tra Usa e Asia. “In Italia il settore soffre ancora la piccola quantità di operatori di grandi dimensioni – dice Ugo Cotroneo, managing director BCG – ma mostra una forte vitalità, che potrà beneficiare del sempre maggiore interesse di incumbent player ad attività di M&A e partnership” commerciali basate sul valore. Il solo insurtech invece, secondo l’Open&Embedded Insurance Observatory Report 2022, a livello globale vale già 1.8 miliardi di dollari ed ha un potenziale di crescita del 60% nel giro di pochi anni.

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