13 Giugno 2024

Welfare aziendale maturo, leva del Successo economico: PLTV.it al Welfare Index PMI 2024 di Generali

Il Reportage

3 Pmi su 4 superano il livello medio di welfare aziendale, aumentano al 33,3% quelle con livello alto/molto alto mentre si riducono al 25,5% quelle a livello iniziale, i cui benefit si riducono sostanzialmente all’adozione delle misure previste dai contratti collettivi di lavoro; c’è addirittura un 18% caratterizzato da welfare “evoluto” – che in questi contesti diventa leva strategica per la sostenibilità d’impresa – considerando centrali soddisfazione, benessere e valorizzazione del personale.

Telecamere di PLTV.it a Roma per la presentazione dell’ottavo Welfare Index PMI 2024, promosso da Generali Italia col patrocinio della Presidenza del Consiglio dei ministri e la partecipazione delle principali Confederazioni italiane, a cui quest’anno hanno partecipato circa 7.000 imprese – più che triplicate dalla 1° edizione – in rappresentanza di ogni dimensione, settore produttivo e regione geografica del Paese. Intitolato “L’età adulta del welfare aziendale: le PMI pronte per il rinnovamento del welfare del Paese“, i risultati sono stati illustrati alla presenza – tra gli altri – del presidente del Senato Ignazio La Russa e del ministro della Famiglia Eugenia Maria Roccella.
La matematica non è un’opinione, come emerso dall’edizione 2023 del Rapporto gli indici di produttività crescono pressoché linearmente col livello di welfare aziendale raggiunto: si passa dai 470mila e 29,4mila euro di fatturato e margine operativo lordo per addetto, nelle imprese a livello molto alto, ai rispettivi 193mila e 10mila di quelle a livello basso. Stesso discorso per la capacità competitiva e, in particolare, la solidità finanziaria: l’indebitamento, in rapporto al fatturato, cala infatti all’aumentare del livello per un gap di oltre 5 punti percentuali tra quello iniziale e il molto alto.

Le famiglie sostengono ancora il 22% della spesa sanitaria italiana, il 71% di quella assistenziale per la cura di figli e anziani, e il 16% per l’istruzione. Il welfare aziendale – trasferendo parte di questi esborsi alle imprese e trasformandoli da individuali a collettivi – agisce come fattore di efficienza, equità e prossimità vista la capillare diffusione territoriale delle Pmi: nel complesso raggiungono infatti ben 11,3 milioni di famiglie con lavoratori dipendenti (il 44% del totale), appartenenti a tutte le fasce sociali, di cui 3,2 mln ad elevata vulnerabilità, e possono dunque erogare sostegni mirati alle persone.
L’area più matura, con un tasso di iniziativa del 56,4%, è la conciliazione vita/lavoro seguita col 50% da salute e assistenza, previdenza e protezione, tutela dei diritti e delle diversità e inclusione sociale; muove i primi passi la cultura e l’educazione dei figli (10%).

L’indagine “evidenzia come una parte sempre più rilevante di Pmi abbia un elevato livello di welfare aziendale, che utilizza in chiave strategica ed estende alle famiglie dei dipendenti, fino all’intera comunità in cui opera: un ruolo sociale importante, diventando punto di riferimento sul territorio. afferma Giancarlo Fancel, Ceo e Country manager di Generali (che proprio l’anno scorso ha varato la divisione ad hoc Health&Welfare), secondo cui la chiave di volta del sistema resta “una partnership tra pubblico e privato che coinvolga istituzioni, enti territoriali, famiglie, imprese e terzo settore”. A quest’ultimo comparto – che con le sue 125mila organizzazioni, 894mila dipendenti e quasi 4,7 milioni di volontari rappresenta insieme al no profit il 5% del Pil nazionale – il report dedica un focus esercitando un duplice ruolo nel mercato, come fornitore di soluzioni ai propri impiegati come alle altre imprese.
Nel video, gli highlights della giornata di lavoro con gli interventi dal palo e le aziende premiate.

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