28 Settembre 2023

La Desertificazione Bancaria apre i Territori ai Consulenti, ma Serve un Ricambio Generazionale

Che la chiusura delle filiali bancarie lasci ampi spazi alle società di consulenza è confermato, da ultimo, anche dall’OFC: “L’offerta di un servizio a valore aggiunto” come quello rappresentato dai consulenti finanziari autonomi o abilitati all’offerta fuori sede “risulta in equilibrio con la domanda, quantificata dalla percentuale regionale del Pil“.

Il presidente dell’Organismo Mauro Maria Marino spiega così la loro differente distribuzione sulla penisola, alla luce dei 2.800 comuni italiani in cui non c’è più un solo sportello bancario: “La filiale è vista più come un costo che come un asset” proprio in un momento in cui, per le incertezze globali che sovrastano il mercato del credito, ce ne sarebbe più bisogno. Anche i clienti più digitalizzati hanno necessità di un confronto fisico con un esperto, prima di chiedere o affidare ingenti somme di denaro a chicchessia.
E, nonostante l’aumento dell’interazione digitale, anche la rete consulenziale predilige il rapporto personale con i propri clienti: il 75% del panel continua a relazionarsi di persona in almeno il 60% degli incontri; mentre si riducono ulteriormente al 2% i professionisti che dedicano più dell’80% del lavoro ai contatti a distanza, per via telematica. Il plus offerto dalla relazione in presenza vale nel business del credito come nel mercato assicurativo, per le famiglie come per le imprese.

Sensibilizzare i risparmiatori su quella che dovrà essere la gestione della terza fase della loro vita“, la cosiddetta silver economy, “è una parte significativa della mission che i consulenti si stanno dando – rivela Marino -. Uno dei problemi più importanti per l’Italia è quello pensionistico, nel 2050 avremo un rapporto tra over 65 e under 14 di 3 a uno“. Ma anche il mondo della consulenza sta invecchiando insieme ai suoi clienti ed è necessario un ricambio generazionale e soprattutto qualitativo: nel 2022 ci sono state 1.502 cancellazioni dall’albo, quasi tutte di consulenti senza mandato (che sono circa 17mila).
La maggior parte degli iscritti sono over 50 diplomati e iscritti da 20/30 anni, appena il 7% arriva a una laurea triennale, il 4% a un master post universitario; le donne sono in media più istruite eppure alla domanda “in media quale è la percentuale femminile di prime intestatarie tra i tuoi clienti?” il 46% del campione indica una fascia tra l’11 e il 30% del totale: le risparmiatrici si confermano, dunque, un target di clientela assolutamente da sondare.

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