26 Settembre 2023

Eurovita/Cronos: Sprint su Accordi Vincolanti e Autorizzazione Ivass, poi la Divisione degli Asset

Il governo ha stabilito il passaggio da Eurovita alla newco Cronos Vita degli attivi finanziari, riferiti alle gestioni separate, a prezzo pieno e con gli eventuali riscatti coperti dal consorzio bancario.

A causa del rialzo dei tassi di interesse, infatti, il valore di questi asset – quasi tutti obbligazionari – era crollato, ma il decreto consente di registrare il portafoglio di titoli di stato in partenza minusvalenti  “in base al valore di carico anziché al prezzo di cessione prevedendo, in sostanza, che riacquisteranno valore in futuro. Le relazioni contabili 2022 della compagnia, sospese dagli organi societari dopo il commissariamento Ivass e predisposte alcuni giorni fa dal commissario straordinario Sandro Panizza, hanno rivelato una perdita di un miliardo e mezzo di euro ma si tratta di un bilancio redatto senza il presupposto della continuità aziendale, dunque con tutte le minusvalenze accumulate portate a conto economico, senza contare nella loro probabile ripresa. Di conseguenza, il patrimonio netto risulta negativo per circa 1 mld, mentre la controllante Eurovita Holding ha registrato una perdita attorno a 500 milioni.

La robusta ricapitalizzazione (500 mln per una Solvency a 200) serve proprio a rimettere i conti in ordine; così come la garanzia delle banche, sul 70% della liquidità necessaria a coprire eventuali riscatti, dovrebbe tranquillizzare i circa 400mila risparmiatori detentori delle polizze della compagnia sulla salvaguardia dei loro patrimoni. In pratica manca solo la firma sugli accordi vincolanti legati al passaggio del compendio aziendale a Cronos, controllata dai 5 Big assicurativi italiani e guidata dal dg Alessandro Santoliquido. La trattativa con gli istituti di credito dovrebbe essere ormai davvero in dirittura d’arrivo considerando che il blocco ai riscatti scade il 31 ottobre e che, prima del vero e proprio closing al salvataggio, bisognerà attendere anche il disco verde della Vigilanza a trasferire gli asset e operare sul mercato, preludio alla liquidazione dell’ormai ex Eurovita.

Il fenomeno dei riscatti – sopite tante ansie che hanno esasperato fin dall’inizio il dossier – appare ora in rallentamento nonostante i guadagni promessi da altri prodotti, più d’investimento finanziario che di risparmio, e fondamentalmente estranei alla logica della tutela assicurativa. Ad ogni modo, l’ipotetica corsa agli sportelli potrà essere frenata grazie un’accurata campagna di comunicazione nei confronti della clientela e mettendo momentaneamente da parte il digitale per far leva sul rapporto fisico con l’assicurato.
Possibile infine che, se non si troveranno nuove compagnie disposte a rilevare il 10% di quota lasciato da Allianz, le altre 4 partiranno con il 22,5% di partecipazione azionaria rinviando la ricerca di un sesto partner. In un paio d’anni, ci sarà la spartizione degli asset. Oggi l’Ivass tornerà a fare il punto della situazione con le associazioni di consumatori: sicuramente gli assicurati, sia tramite reti bancarie partner che attraverso canale agenziale, dovranno pazientare ancora prima di capire a chi tra Generali, Unipol, Poste, Intesa e Allianz finirà in mano la propria polizza.

Riscatti Vita e Minusvalenze, le 2 Spine nel Fianco che non Fermano le Assicurazioni 

 

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