A dicembre 2022 i tassi di interesse sui prestiti hanno abbondantemente oltrepassato il 3%.

Il bollettino mensile dell’Abi arriva a un paio di settimane dalla prossima stretta monetaria della Bce, che ha già prospettato un ulteriore rialzo dello 0,5%. Il mese scorso in Italia il tasso medio sul totale dei prestiti è salito al 3,22%. I prestiti alle imprese, in particolare, sono arrivati al 3,44% dal 2,96 di novembre, mentre i mutui sulla prima casa sono passati dal 3,06 al 3,09%. Nonostante l’aumento del costo del denaro la domanda di finanziamenti è ancora significativa, sebbene in flessione: in base ai dati pubblicati da Bankitalia, a dicembre i prestiti a imprese e famiglie sono aumentati entrambi del 2,1% su base annua a fronte del +2,8% e del +3,8% annuo registrato rispettivamente a novembre.

Le sofferenze nette, cioè al netto delle svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche con risorse proprie, a novembre 2022 erano ancora su livelli molto bassi: 16,3 miliardi di euro, in lieve calo (circa 350 milioni) rispetto al mese precedente (-2,1%) e inferiori di circa 1,3 miliardi rispetto allo stesso periodo del 2021. In confronto al record di 88,8 miliardi crediti deteriorati toccato a novembre 2015, il calo è di ben 72,6 miliardi.

Infine, per quanto riguarda i depositi, a dicembre sono scesi di 24,1 miliardi su base annua (-1,3%). Una riduzione “imputabile prevalentemente alle imprese (-33,4 miliardi tra luglio e novembre 2022) – riporta il bollettino -, mentre per la raccolta indiretta, cioè gli investimenti in titoli custoditi presso le banche (sia in gestione sia detenuti direttamente della clientela) si rileva un incremento, ben maggiore, di circa 82 miliardi tra luglio e novembre 2022, di cui 56,7 riconducibili alle famiglie, 7 alle imprese e il restante agli altri settori (imprese finanziarie, assicurazioni, pubblica amministrazione)“.