Il lending crowdfunding abbraccia la blockchain e rivaluta gli immobili. Il progetto è tutto italiano e la piattaforma dedicata al settore immobiliare si chiama “Valore Condiviso”.

La tecnologia a blocchi è impiegata sia per le informazioni relative ai progetti, sia per il contratto con lo sviluppatore: i dati sono archiviati in un registro indipendente e non possono essere modificabili

La scelta del nome, “Valore Condiviso”, comunica la mission del crowdfunding: ridare valore ai crediti immobiliari deteriorati (quei famosi Non Performing Loans che presentano sottostanti immobiliari).

Si possono finanziare operazioni a partire da 500 euro e, grazie a un Codice dei Valori, le modalità di gestione delle operazioni e i rapporti tra proponenti, finanziatori e proprietari sono regolati in una ottica di sostenibilità.

Il crowdfunding immobiliare parte da Milano, con un primo immobile in zona Porta Romana (in foto) e un obiettivo di raccolta di 125mila euro e un tasso annuo atteso del 10,36%.

Come tutte le piattaforme di lending crowdfunding immobiliare, Valore Condiviso permette di investire in operazioni immobiliari senza creare vincoli con le società proponenti: in altre parole, non si diventa soci acquistando delle quote di un immobile. Si presta semplicemente del denaro, che verrà rimborsato al termine dell’operazione, insieme a un rendimento maturato che può aggirarsi tra l’8% e il 12% all’incirca.