.estratto del discorso del Presidente di OAM Francesco Alfonso, durante il Convegno che celebra i 10 anni di attività di questa istituzione…

La celebrazione del decennale dell’istituzione dell’Organismo Agenti e Mediatori vuole ricordare una data importante nei progressi effettuati nel nostro Paese in tema di tutela dei diritti dei consumatori nel settore dell’intermediazione creditizia: il 30 giugno del 2012 venivano aperti gli Elenchi degli Agenti in attività finanziaria e dei Mediatori creditizi,gestiti dall’OAM, associazione costituita il 12 dicembre del 2011.

 

 

Prevista dal D.lgs. n.141/2010, la nascita dell’OAM costituiva il punto di arrivo di una riforma, fortemente voluta dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e dalla Banca d’Italia, introdotta dal legislatore con il recepimento della Direttiva 2008/48/CE relativa ai contratti di credito ai consumatori, la prima Direttiva sul credito al consumo.

...Mario Draghi, all’epoca Governatore della Banca d’Italia, definì nel 2008, di fronte alle Commissioni riunite Affari costituzionali e Giustizia del Senato, il numero di Agenti e  Mediatori “spropositato”, dalle “dimensioni preoccupanti”.

Era forte l’allarme sociale per l’elevata incidenza dell’abusivismo finanziario, accompagnata da violazioni della normativa antiriciclaggio e da frodi. Il legislatore, sfruttando le opportunità offerte dalla prima Direttiva sul credito al consumo, che poneva al centro delle regole l’interesse del consumatore, fissò l’obiettivo di assicurare adeguati livelli di qualità del servizio fornito dagli intermediari del credito…

L’evoluzione tecnologica nel settore finanziario pone, infine, con forza il tema della parità delle regole previste per soggetti diversi che svolgono attività analoghe: è il caso delle piattaforme di comparazione che permettono di “confrontare” le condizioni proposte per i prodotti finanziari da parte di più intermediari.

Queste piattaforme potenzialmente possono aiutare il consumatore nella scelta del prodotto che più si adatta alle sue necessità, mettendolo in contatto con l’intermediario individuato: occorrerebbe quindi che tali realtà venissero assoggettate alla disciplina prevista per gli intermediari del credito, con conseguente vigilanza sulle stesse da parte dell’Organismo.

L’affermarsi dell’industria Fintech impone anche l’esigenza di incentivare l’ingresso di ‘nativi digitali’ nella professione degli intermediari del credito. Servono giovani in grado di cogliere appieno le potenzialità insite nell’innovazione finanziaria.

Come OAM abbiamo fatto la nostra parte, decidendo, per l’anno in corso, di esentare dal pagamento del contributo iscritti e collaboratori under 30.

La riduzione degli oneri per gli iscritti e i collaboratori più giovani va anche affiancata dalla previsione di un percorso di inserimento ad hoc: si tratta di agevolare l’ingresso nella professione di soggetti che abbiano svolto un tirocinio professionale, affiancati da un tutor. In questo modo si permetterebbe ai futuri collaboratori e dipendenti di effettuare un’esperienza sul campo e di acquisire, attraverso tale esperienza, i requisiti abilitativi.

L’introduzione del praticantato stimolerebbe il mercato, consentendo l’ingresso nel mondo degli intermediari del credito di risorse che hanno già maturato una rilevante esperienza.

Analogamente è bene interrogarsi sul rischio che criteri eccessivamente rigidi per l’assunzione di ruoli apicali nelle società di intermediazione creditizia scoraggino lo spirito imprenditoriale dei più giovani, rappresentando così un’invalicabile barriera all’ingresso.

La proposta di Direttiva ci offre anche lo spunto per valutare se sia opportuno rafforzare i poteri di vigilanza dell’Organismo, che deve costituire il baluardo contro comportamenti lesivi degli interessi dei consumatori.

La capacità ispettiva dell’OAM sarebbe rafforzata se avessimo la possibilità di ottenere informazioni non solo dagli iscritti, ma anche dagli intermediari finanziari, da altre Autorità di vigilanza, pubbliche amministrazioni o soggetti non iscritti, comunque collegati all’attività di vigilanza su soggetti iscritti.

Nell’ambito delle proprie attività di vigilanza, l’OAM ha del resto riscontrato più volte condotte non conformi alla normativa di settore poste in essere direttamente da collaboratori.

All’Organismo dovrebbe essere dato il potere di verificare in modo stringente la conformità delle condotte dei collaboratori al quadro normativo.

Reputo imprescindibile estendere le potestà sanzionatorie dell’Organismo anche ai collaboratori che operano direttamente a contatto del pubblico per conto di Agenti e Mediatori, prevedendo per l’OAM la possibilità di comminare sanzioni a coloro che non rispettano le regole.

Diversamente una cospicua ‘fetta’ dei rapporti con la clientela rimarrebbe senza presidi a tutto danno dei consumatori…