PLTV riporta il primo editoriale del neo-presidente dell’OAM, Francesco Alfonso, pubblicato su OAM Magazine n.2 del 2021.

È questo il primo editoriale del Magazine OAM che firmo in qualità di Presidente dell’Organismo. Ho assunto il nuovo incarico in un momento estremamente complesso per la vita del Paese e di noi tutti. La pandemia, che ci ha colti impreparati, non è stata ancora sconfitta anche se le massicce campagne di vaccinazioni in corso stanno dando i loro frutti. Dal febbraio 2020, quando sono stati riscontrati i primi casi di Sars-Covid 2 in Italia, una crisi senza precedenti ha investito tutte le categorie produttive. Anche i nostri iscritti hanno dovuto fare i conti con un’emergenza inimmaginabile in tempi di pace.

Eppure, e lo confermano anche i dati relativi al primo semestre 2021, gli intermediari del credito hanno mostrato capacità di resistenza e di adattamento a un contesto che di fatto impediva il contatto fisico con la clientela.

Le stime contenute nell’ultimo Bollettino della Banca d’Italia ci indicano che la ripresa economica è davvero a portata di mano. Il sistema bancario ha garantito la liquidità necessaria alle imprese e l’ingente mole di risorse attivate dall’Europa potrà aiutarci a ridisegnare un Paese più moderno e più competitivo. Nel momento dell’emergenza, come dimostra la relazione dell’UIF, l’Unità di Informazione Finanziaria, l’intero sistema ha attivato i suoi sensori per contrastare nuove forme di criminalità organizzata, legate alla pandemia.

Il settore finanziario sta cambiando rapidamente; nuovi attori si affacciano sul mercato, generando una pressione competitiva che potrà avere effetti positivi sui consumatori. Per questo come Organismo osserviamo con attenzione l’evolversi delle nuove tecnologie applicate alla finanza e gli sviluppi della regolamentazione in materia e abbiamo avviato una nostra indagine per capire il futuro ruolo degli Agenti in Attività Finanziaria: restiamo fermamente convinti che l’intelligenza artificiale non potrà mai sostituirsi all’uomo ma ne ottimizzerà il lavoro garantendo risultati migliori.

Il nostro sistema normativo è saldamente inserito nella cornice europea e lo sguardo dell’OAM deve necessariamente allungarsi verso Bruxelles. Da lì è arrivata la proposta della Commissione per una nuova direttiva sul credito al consumo. Quel testo non risolve tuttavia in alcun modo le origini del conflitto che sta opponendo, dopo la sentenza Lexitor, finanziatori e consumatori, come confermato dai dati della relazione dell’Arbitro Bancario e Finanziario. È altresì da valutare l’effetto della legge di conversione del Decreto legge n.73/2021 sul futuro di un’intera filiera produttiva che, grazie alla distribuzione di prodotti come la Cessione del V, ha negli anni consentito a famiglie e consumatori di affrontare spese diversamente non sostenibili.

Come è noto, il testo prevede che, salvo diversa pattuizione fra tali parti, il finanziatore ha diritto di regresso nei confronti dell’intermediario del credito per la quota dell’importo rimborsato al consumatore relativa al compenso per l’attività di intermediazione del credito. È di origine comunitaria anche la norma che prevede il passaporto europeo per gli intermediari del credito operanti nel settore dei mutui immobiliari: come è noto la Commissione Europea ha avviato nei confronti dell’Italia una procedura d’infrazione per non avere pienamente recepito, su questo aspetto, la direttiva 2014/17/UE. Il Parlamento dovrebbe tuttavia a breve porre in essere le condizioni perché la procedura venga archiviata, con l’approvazione di una norma che garantirà la libertà di stabilimento e la libera circolazione dei servizi degli intermediari del credito.

Della concorrenza, laddove sia garantita parità di trattamento e rispetto delle regole, non bisogna mai avere paura perché crea ricchezza e aumenta il benessere dei consumatori. Siamo convinti che i nostri iscritti sapranno affrontare con successo questa sfida che apre nuovi mercati sui quali operare. Tuttavia, ed è questo un tema che ho avuto presente sin dall’inizio del mio mandato, è giunto il momento di aprire una profonda riflessione sulla normativa che regola l’attività degli Agenti in Attività Finanziaria e dei Mediatori.

Il mondo sta cambiando e le categorie dei nostri iscritti non possono far parte del cambiamento senza un ripensamento di regole che, benché varate solo un decennio fa, sembrano appartenere a un’altra era”.