Le autorità Asiatiche tentano di frenare la numerosa presenza di app e website illegali che offrono prestiti retail. 

In Asia, a causa della impossibilità per moltissime persone di accedere al credito, soprattutto in India e nel Sud Est Asiatico, sono proliferati molti operatori che illegalmente, ovvero senza licenza bancaria, propongono app e siti web con offerta di prestiti personali dai tassi esorbitanti e raccogliendo dati dai clienti in modo illecito.

Secondo la Banca Mondiale infatti, in India 190 milioni di persone  e 95 milioni in Indonesia non hanno conti bancari e non hanno accesso al credito presso le banche.

Il mese scorso la Reserve Bank of India (RBI) ha istituito un Comitato per rafforzare la supervisione del settore del credito e per proteggere il consumatore.

Anche Google ha subito critiche in India per l’hosting di queste app e il mese scorso ha affermato che le stava tutte rimuovendo dal suo app store.

L’India Fintech Association for Consumer Empowerment sta spingendo per un modello di regolamentazione più rigido, attraverso anche una serie di limiti posti alla raccolta dati che possono essere presi dai telefoni di coloro che richiedono il prestito.

Ad oggi, in India i digital lenders operano ancora in una zona “grigia”, non sono perfettamente regolamentati, ma per operare devono essere partner di un intermediario creditizio regolamentato da RBI.

Indonesia’s Financial Services Authority (OJK) in collaborazione con il Ministero dell’Informazione, ha intensificato gli sforzi di regolamentazione nel mercato del credito online, adottando misure per frenare o vietare le app e gli istituti di credito illegali.

Queste misure, seguono il “crack” avvenuto nel settore del fintech in Cina nel 2018 che aveva colpito il peer-to-peer lending (P2P), bloccando tutte le nuove licenze, spingendo però tanti operatori cinesi a trasferirsi all’estero e a lavorare da altri paesi, senza regolamentazione Fintech.

OKJ ha reso pubblico che dei 227 operatori peer-to -peer lenders illegali che lavorano in Asia, la metà è sorta in Cina.

Grande preoccupazione quindi per i Consumatori da parte delle Authorities che temono uno scenario di grande pericolo e che stanno lavorando per una Regolamentazione Fintech vera e propria.