da. Bankit

Nel 2021 il mercato immobiliare è tornato a espandersi, dopo il sostanziale blocco registrato all’inizio della pandemia a causa delle restrizioni alle attività di intermediazione.

Le compravendite di abitazioni sono state maggiori di oltre un terzo rispetto a quelle dell’anno precedente e di quasi un quarto sul 2019, raggiungendo i livelli più alti degli ultimi 14 anni. Anche i prezzi delle case oggetto di transazione sono saliti, in misura più marcata rispetto all’anno precedente, seppure ancora moderata nel confronto con altri paesi europei.

Sulla base dei sondaggi condotti dalla Banca d’Italia a partire dallo scorso anno, gli agenti immobiliari ritengono che la pandemia abbia determinato un aumento del numero di potenziali acquirenti di abitazioni ed esercitato spinte al rialzo sui prezzi che persisterebbero oltre la metà del 2022.

Tuttavia nei mesi più recenti le prospettive del mercato sono peggiorate: nella rilevazione di aprile gli operatori segnalano che i rincari energetici e lo scoppio della guerra in Ucraina stanno frenando le intenzioni di acquisto delle famiglie, rendendole più attente non solo al prezzo di vendita delle abitazioni, ma anche alla loro efficienza energetica e allo stato di manutenzione.

In base a nostre elaborazioni sui dati relativi agli annunci presenti sulla piattaforma digitale Immobiliare.it, la domanda di abitazioni ha continuato a crescere in gennaio e febbraio, per poi stabilizzarsi in marzo e aprile.