14 Dicembre 2022

In Germania il mercato del Credito più critico, dopo l’Italia

Nel 2023 la Germania conoscerà il calo più marcato in Europa nei prestiti bancari complessivi: -1,7%, secondo le proiezioni dell’EY European Bank Lending Economic Forecast.

Solo l’Italia, tra le grandi potenze europee, farà peggio (-1,8%). La causa principale è nell’elevata esposizione ai prezzi dell’energia. Oltre a questi l’economia tedesca, in particolare, si trova ad affrontare una domanda più debole dall’estero e la riduzione dei flussi di gas dalla Russia, da cui fino a poco tempo fa dipendeva gran parte della sua industria manifatturiera. Il Pil tedesco è aumentato inaspettatamente dello 0,1% nel secondo trimestre 2022 e dello 0,3% nel terzo. Tuttavia, il report EY prevede nel 2023 una flessione dell’1,1%.

Troppo debole e tardivo il pacchetto di aiuti fiscali varato dal governo per calmierare le bollette, allentare la morsa dell’inflazione (che a ottobre ha raggiunto il 10,4%, il dato più alto dal 1951) e scongiurare una recessione che potrebbe durare fino a inizio 2024. Il recente calo dei prezzi all’ingrosso del gas, probabilmente, inizierà a farsi sentire sulle fatture di elettricità e gas soltanto a 2023 inoltrato, continuando nel frattempo a premere sulla spesa dei nuclei familiari.

I prestiti bancari al settore privato sono rimasti in territorio positivo nella prima metà di quest’anno, con una crescita annua che ha toccato il 3,4% nel secondo trimestre dall’1,9% nel primo. Lo stesso per il credito al consumo, aumentato dello 0,9% su base annua nel terzo trimestre dopo il +0,4% e il +0,6% del primo e del secondo trimestre: nel 2022 aumenterà complessivamente dello 0,5%. Nel corso dell’anno, mutui e prestiti alle imprese sono cresciuti raggiungendo nel terzo trimestre rispettivamente +6,5% e +13% su base annua, la previsione di crescita totale è del 6,2% e 7,3%.

Il mercato immobiliare tedesco, tradizionalmente stazionario, si è surriscaldato nella prima metà del 2022. I prestiti ipotecari sono aumentato del 6,5% annuo nel terzo trimestre, mentre i prezzi medi delle case fino al 10,5%. Con il calo della domanda di prestiti, le banche inaspriranno i propri criteri di concessione per fronteggiare rialzo dei tassi e volatilità finanziaria. La quota di crediti deteriorati del 2022 è prevista in leggero aumento, all’1,2%, ma è basso il rischio di insolvenza sui mutui, che rappresentano quasi la metà di tutti i prestiti ai privati. Nel 2024, però, potrebbero raggiungere il 2,5%.

Ad ogni modo, per i differenti motivi sopraelencati, il 2023 sarà un anno col segno meno in ciascuno di questi tre mercati. In dettaglio, il credito al consumo è dato in calo dell’1,6%; i prestiti alle imprese del 2,9% (il ribasso più forte negli ultimi 10 anni); mentre i mutui appena dello 0,1%. Tuttavia, come per l’Italia, le prospettive dovrebbero migliorare per tutti nel 2024 con una previsione di crescita complessiva del 3,2%, per la Germania, così ripartita: mutui +2,8%, credito al consumo +1,9%, prestiti alle imprese +3,7%. E un ulteriore aumento complessivo del 3,8% è atteso nel 2025.

Credito bancario, Frenata nel 2023, ma Ripresa dal 2024

 

 

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