6 Marzo 2023

Lexitor, Rimborso Spese Up Front con il “Costo Ammortizzato”. Il punto di vista di Fabio Picciolini

di Fabio Picciolini, esperto consumerista

L’Arbitro Bancario Finanziario, con la decisione del 13 febbraio 2023 ancora non pubblicata sul proprio sito – richiamando una sua precedente decisione (26525/2019) – ha previsto che gli oneri up front di un finanziamento da restituire al debitore che proceda all’estinzione anticipata, circostanza particolarmente importante per le operazioni contro cessione del quinto dello stipendio/pensione, debbano essere calcolati con il criterio del “costo ammortizzato”.

Con la decisione del Collegio di Coordinamento viene eliminata la possibilità di rimborso attraverso il criterio “pro rata temporis”, ovvero il rimborso calcolato sulla vita residua del finanziamento. Un provvedimento atteso dopo la sentenza della Corte Costituzione n. 262/2022, che ha dichiarato l’incostituzionalità di una parte del Decreto 73/2021 di “interpretazione” della cosiddetta sentenza Lexitor. Pur non potendo anticipare quale sarà il risultato finale dei rimborsi che gli intermediari dovranno effettuare, si può però affermare con una buona dose di certezze che i debitori recupereranno cifre non esaltanti in quanto si troveranno di fronte 3 limitazioni.

La prima: il momento del rinnovo che solitamente avviene quando il rimborso è in uno stato avanzato e la vita residua è ridotta.
La seconda, relativa all’operazione più coinvolta, la cessione del quinto dello stipendio/pensione: il periodo di riferimento per calcolare il rimborso, compreso tra il termine prescrittivo e l’adozione del sistema Tuttotan, che prevedeva una sola voce comprendente tutti i costi a carico del debitore al momento dell’accensione dei finanziamento.
La terza: la metodologia di rimborso del “costo ammortizzato” che nel primo periodo di vita del finanziamento prevede il pagamento soprattutto delle quote interesse e altri oneri. Infatti, con il sistema di ammortamento alla francese trascorsa la metà della vita di un finanziamento la quota capitale estinta è proporzionalmente inferiore in quanto le rate pagate nel primo periodo di ammortamento coprono, soprattutto, la quota interesse e altri oneri.

A questi limiti si aggiunge il fatto che non rientrano nel quadro dei rimborsi, come previsto dalla CGUE e “ribadito” dall’ABF, le operazioni di credito ai consumatori relative a beni immobili residenziali, nelle quali non è stato previsto dalla CGUE l’obbligo di rimborso dei costi up-front. Non è un caso, quindi, se le previsioni dei rimborsi individuali sono intorno ai mille euro: trattandosi di una media, i debitori che ricorreranno per ottenerli potranno ottenere, individualmente, importi più alti o più bassi.

Il Collegio ha anche escluso che la recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, sulla Direttiva 14/2017 per il credito ai consumatori relativo a beni immobili residenziali, possa avere qualche effetto sull’applicazione della sentenza Lexitor, per cui non saranno accolti ricorsi relativi al “più o meno” presunto revirement della CGUE.

Infine per conoscere l’ammontare degli accantonamenti, quanto meno potenziale, che i singoli intermediari dovranno effettuare per far fronte ai rimborsi – che richiederà la clientela con una certezza sostanzialmente totale di ottenere – la Banca d’Italia ha loro inviato un questionario a cui dovranno rispondere entro il 31 marzo prossimo. La valutazione è molto importante, considerato che per gli intermediari le “cifre in ballo” variano da meno di uno a 5 miliardi: cifre avanzate in sede di discussione nei dibattimenti giudiziari.

Fabio Picciolini: “Caos Lexitor, se ne parlerà per Tanto Tempo…”

 

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