23 Dicembre 2022

Banco BPM-Agricole, via a Partnership da 400 milioni nella Bancassicurazione Danni

È finalmente ufficiale l’accordo tra Banco Bpm e Credit Agricole Assurance per la costituzione di una partnership strategica della durata di 20 anni nella Bancassurance ramo Danni/Protezione.

Martedì sera l’ultimo cda dell’anno in piazza Meda, in cui sono stati messi nero su bianco i dettagli finali; oggi la firma di un contratto che prevede l’acquisizione da parte di Credit Agricole della partecipazione del 65% in Banco BPM Assicurazioni e, subordinatamente al riacquisto da parte della Banca della partecipazione attualmente detenuta da Cattolica Assicurazioni, del 65% in Vera Assicurazioni che, a sua volta, detiene il 100% di Vera Protezione (le “Compagnie Assicurative”). La partnership si basa su una valorizzazione del 100% delle Compagnie Assicurative pari a Euro 400 milioni. Di conseguenza, per la cessione del 65% delle Compagnie Assicurative, CAA corrisponderà a BPM complessivi Euro 260 milioni.

Sono previste inoltre ipotesi di earn-out e claw-back in funzione del raggiungimento degli obiettivi prefissati dalle parti, e opzioni di put e call in capo rispettivamente ad Agricole e Banco BPM sulle partecipazioni che saranno oggetto di cessione. L’operazione avrà un impatto positivo sul CET1 ratio fully loaded adjusted di Banco BPM stimabile in 13 pb. Credit Agricole stima di raggiungere un ritorno sull’investimento superiore al 10% in tre anni dalla partnership, stimando dall’operazione un “impatto molto limitato” in termini di Cet1 e di Solvency2. Al contempo Banco BPM manterrà un significativa contribuzione pro-quota dagli utili attesi delle Compagnie assicurative, oltre a beneficiare del flusso commissionale derivante dall’accordo commerciale.

Siamo estremamente soddisfatti dell’intesa raggiunta con Crédit Agricole – commenta Giuseppe Castagna, ceo di Banco Bpm -. La partnership con CAA permetterà di far leva sulle competenze industriali del maggior player europeo in ambito bancassurance. Grazie a questo accordo siamo stati in grado di valorizzare appieno il potenziale del nostro settore Danni/Protezione, facendo tesoro delle positive esperienze maturate in una storia di successo come quella di Agos“. “Queste partnership – afferma il ceo di Credit Agricole, Philippe Brassacrafforzano ulteriormente la logica del nostro investimento e del nostro impegno di lungo termine verso Banco Bpm“. Philippe Dumont, deputy general manager di Crédit Agricole, Head of Insurance e ceo di CAA, aggiunge di aver “grandi ambizioni di sviluppare un’offerta di prodotti attraente insieme a Banco Bpm. Questa partnership costituirà un nuovo importante passo nella nostra strategia di espansione internazionale“.

L’accordo arriva al termine di un lungo processo competitivo avviato nei mesi scorsi, a cui hanno partecipato alcuni Big del mondo assicurativo: da Generali ad Allianz fino ad Axa, che alcuni rumors davano inizialmente in vantaggio. Il 29 novembre la banca guidata da Giuseppe Castagna – assistita da Citi, Lazard, Kpmg e dallo studio Gpbl – ha dato il via libera alla negoziazione in esclusiva al gruppo bancario francese, primo azionista di Bpm con il 9,2%.

L’affermazione della Banque Verte come nuovo principale partner assicurativo del Banco è un passaggio importante anche sul fronte della governance, visto il prossimo rinnovo del board. Secondo indiscrezioni, l’Agricole potrebbe appoggiare la lista presentata dal board uscente in cambio di 1/2 posti in consiglio, garantendo così continuità con l’attuale gestione manageriale e bilanciando, anche in termini di nomi in lista, il crescente peso del “blocco” di Fondazioni e Casse professionali. La lista dei componenti il patto di consultazione, che oggi può contare su almeno un 8,28% del capitale del BancoBpm, è lunga: Enpam (1,99%). Cassa Forense (1,66%) e Inarcassa (1,04%), Fondazione Crt (1,8%), CariLucca (1,24%), CariAlessandria (0,5%), Cr Trento e Rovereto (0,03%), Cr Carpi (0,1%) e Manodori (0,02%). Al patto, su cui avrebbe acceso un faro anche Consob, potrebbero aderire anche Enasarco, Enpaia ed Enpaf. Il board, formato da 15 nomi, vedrà 12 membri selezionati dalla lista più votata, verosimilmente quella presentata dal board uscente, due nomi dalla seconda lista (tipicamente quella di minoranza espressione di Assogestioni) e un nome espresso dai dipendenti soci.

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