La Divisione Broking ha registrato nel complesso una performance positiva nel corso del primo trimestre del 2020, sia per il buon andamento dei primi due mesi sia perché nel periodo di lock-down l’impatto negativo sui business di mediazione creditizia e assicurativa è stato mitigato dalla crescita della Comparazione Prezzi E-Commerce.

Il mese di aprile, a causa del lock-down integrale per tutto il mese, potrebbe rappresentare il punto di minimo per i risultati della Divisione nel 2020, al netto della stagionalità. Una graduale ripresa dei volumi di attività per le attività di Broking Mutui e Broking Assicurazioni a partire dal mese di maggio, in parte attribuibile allo slittamento temporale della domanda “congelata” durante il lock- down, unitamente al proseguimento della crescita della Comparazione Prezzi E-Commerce dovrebbero consentire una stabilità dei ricavi della Divisione nel secondo trimestre, rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente, mentre per i trimestri successivi appare prematura qualsiasi previsione.

Il Broking Mutui, in significativa crescita nei primi mesi dell’anno grazie alla favorevole del mercato, ha visto un brusco rallentamento della domanda ed un rilevante calo delle erogazioni nel periodo di lock-down. L’allentamento delle restrizioni sta attualmente portando ad una ripresa dei volumi di attività, in parte anche per operazioni rimaste “bloccate” nei mesi precedenti, ma resta difficile fare stime per il prosieguo dell’esercizio.

Relativamente al Broking Prestiti, già in calo anno su anno nei primi mesi dell’esercizio, l’impatto del lock-down è stato rilevante. La ripresa dei volumi di attività legata al venir meno delle restrizioni, in questo caso, è stata finora debole, sia in relazione al calo della domanda sia alla maggior prudenza delle finanziarie.

Il Broking Assicurazioni ha visto una crescita dei nuovi contratti intermediati nei primi due mesi dell’anno, che è venuta meno nel periodo di lock-down, caratterizzato da una riduzione del tasso di rinnovo delle polizze. Con l’allentamento delle restrizioni, è tornata dal mese di maggio una crescita dei volumi, anche per lo spostamento temporale della domanda di polizze “moto” stagionali

La performance della Divisione BPO, nel primo trimestre del 2020, è la risultante di due mesi positivi, in cui i trend di crescita degli ultimi mesi dello scorso anno stavano proseguendo, e del mese di marzo, in cui, invece, si sono sentiti in modo significativo gli impatti del lockdown imposto su tutto il territorio nazionale.

A risentirne è stata soprattutto la marginalità della Divisione, in particolar modo in ambito mutui e leasing/noleggio. Innanzitutto, la produttività si è drasticamente ridotta, poiché è risultato complesso o impossibile finalizzare la pipeline di lavorazione, per cui le business line avevano comunque svolto il proprio compito, ma alcune controparti pubbliche hanno interrotto o limitato fortemente le prestazioni (notai, uffici tecnici comunali, pubblici registri immobiliari, motorizzazione civile). Inoltre, si sono registrati dei costi operativi straordinari legati all’implementazione dei piani di continuità operativa: come già comunicato in passato, infatti, il Gruppo e la Divisione si sono mossi molto rapidamente, per garantire attraverso lo smart-working, da un lato, la salute di tutti i dipendenti, dall’altro, la continuità dei servizi offerti alle istituzioni clienti. Infine, all’interno del BPO Mutui, la diminuzione della marginalità in termini percentuali è dovuta anche al maggior peso, rispetto allo stesso periodo del 2019, dei servizi para-notarili nel mix dei volumi.

Gli impatti del lockdown sono progressivamente aumentati nel corso del mese di marzo e sono proseguiti integralmente per tutto il mese di aprile, diversificati sulle diverse linee di business.

L’origination di nuovo credito si è progressivamente affievolita, soprattutto per quello che riguarda la cessione del quinto e i mutui di acquisto, attraverso canali tradizionali. Il rallentamento della domanda di nuovo credito ha influenzato anche i servizi di valutazione immobiliare.

È stata invece meno impattata la richiesta di surroghe attraverso le banche online, che in alcuni casi hanno visto un aumento rispetto allo scorso anno.

Come accennato, è risultato difficile finalizzare le operazioni di finanziamento e di valutazione immobiliare per la limitazione nel servizio di alcune controparti pubbliche coinvolte nel processo e per i vincoli alla mobilità sul territorio.

Sempre in ambito credito, risultano invece stabili i business di servicing di portafogli, sia per quello che riguarda i mutui, che il leasing che la cessione del quinto.

I servizi per le società di investimento hanno visto una riduzione dei compensi legata alla significativa riduzione del valore delle masse in gestione.