14 Novembre 2022

Energia, l’Italia può Quintuplicare la sua Autonomia

L’autonomia energetica italiana è attualmente molto scarsa, lo sappiamo. Ma sfruttando il sole, il vento e l’acqua, il nostro Paese potrebbe aumentare il suo livello di autonomia fino a quintuplicarla.

Ne abbiamo parlato anche nel video-editoriale della settimana scorsa, con il vicedirettore di PLTV Piergiorgio Giuliani. A metterlo in evidenza ora sono gli esperti di EnergRed.com, società impegnata nel sostenere la transizione energetica delle pmi italiane con un particolare focus sulle fonti rinnovabili e sul solare. Migliorando l’efficientamento energetico e aumentando l’elettrificazione dei consumi, l’Italia potrebbe raggiungere il 60% di autonomia energetica, triplicando i livelli attuali e quintuplicando la media degli ultimi 20 anni.

L’attuale crisi energetica, in un contesto in cui il tema delle forniture è al centro del dibattito internazionale legato alle interdipendenze tra i vari Paesi, dipende nel caso italiano dal fatto che il nostro Paese produce solo il 23% dell’energia che consuma”, sottolinea Moreno Scarchini, Ceo di EnergRed. L’Italia è così quintultima in Unione Europea. Performance peggiori si riscontrano solo a Malta (3%), Lussemburgo (5%), Cipro (7%) e Belgio (22%). Allo stesso tempo, tuttavia, l’Italia è, insieme alla Spagna, uno dei due Paesi più favoriti in termini di esposizione al sole.

Secondo EnergRed la fruibilità di sole, vento e acqua presenti sul nostro territorio, rendono l’Italia leader in Ue per disponibilità di fonti energetiche rinnovabili. Il punto rimane  aumentarne la diffusione e migliorarne lo sfruttamento. “Per farlo si rende necessario ottimizzare la produzione a seconda delle peculiarità di ciascuna regione e delle relative risorse, considerando anche gli impianti già presenti nelle diverse aree del Paese”, sottolinea il ceo di EnergRed.

Il fotovoltaico, risorsa per la quale il nostro Paese è particolarmente favorito, potrebbe crescere anche di 6 volte. Il potenziale aumento della produzione relativamente al fotovoltaico è infatti pari a 126 GW addizionali, circa 6 volte la capacità installata odierna con Lombardia, Sicilia e Puglia sul podio: queste tre regioni messe insieme rappresentano un terzo della potenza addizionale nazionale, il 40% è relativo agli impianti installati sui tetti ed il rimanente 60% relativo agli impianti a terra, includendo anche l’agrivoltaico.

L’eolico ha invece un potenziale per crescere di 2,5 volte. L’incremento raggiungibile a breve in termini di potenza è pari a 26 GW, anche in questo caso con tre regioni sul podio: Sicilia, Puglia e Sardegna, che messe insieme rappresentano il 62% dell’opportunità di sviluppo legata all’eolico. Ma tra le regioni a più alta ventosità ci sono anche Basilicata, Calabria e Campania.

L’idroelettrico, sia mediante il repowering di impianti esistenti che attraverso lo sviluppo di impianti di mini-idroelettrico, ha un potenziale di incremento del 25% pari a circa 6 GW, prevalentemente in Lombardia, Trentino Alto Adige e Piemonte. Ma anche in Abruzzo.

Senza dimenticare i rifiuti. “Con le potenzialità del biometano si potrebbe arrivare ad una produzione di 6,4 miliardi di metri cubi, pari all’8% del consumo nazionale ed al 22% del gas importato dalla Russia”, spiegano gli esperti di EnergRed.

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