Con l’approvazione da parte dell’Autorità di Vigilanza europea del progetto di fusione tra Banca di Verona e Vicenza e CereaBanca 1897, giunge alle fasi finali il percorso di aggregazione annunciato dalle due BCC ad agosto scorso.

Dopo un’approfondita fase di studio, i Consigli di Amministrazione delle due realtà hanno approvato l’operazione che, nel mese di novembre, ha ottenuto il benestare della Banca Centrale EuropeaSi tratta – hanno spiegato Flavio Piva, presidente di Banca di Verona e Vicenza e Marco Pistritto, presidente di CereaBanca 1897– di un progetto importante, oltreché per il futuro del Credito Cooperativo, anche per il sostegno delle comunità e la valorizzazione dei territori in cui operano le due BCC, soprattutto nella attuale fase di ripresa economico – finanziaria. Una Banca di Credito Cooperativo forte e solida costituisce davvero un volano di sviluppo per tutti i settori produttivi, in grado di supportare l’imprenditoria locale verso una fase di rinnovato slancio”.

Le assemblee dei soci delle due banche si terranno in due sessioni separate mercoledì 22 dicembre a Palazzo Orti Manara a Verona, alla presenza dei rispettivi rappresentanti designati, stante le problematiche connesse alla perdurante emergenza sanitaria.

L’operazione di fusione, se sarà approvata dai soci, garantirà un’equilibrata e capillare copertura del territorio di operatività della nuova Banca, costituito da 52 comuni di insediamento e da 116 comuni limitrofi. La nuova Banca si avvarrà del lavoro di più di 400 dipendenti e di una base sociale di oltre 18 mila soci.

Rispetto ai dati 2021 contenuti nel piano di fusione, la realtà aggregata potrà contare su una raccolta diretta che supera i 2,23 miliardi di euro, una raccolta indiretta che si attesta a 1,24 miliardi di euro e impieghi lordi alla clientela al netto delle sofferenze a 1,62 miliardi di euro. Il prodotto bancario lordo al netto delle sofferenze raggiunge oltre 5,1 miliardi di euro, con fondi propri che raggiungono 270 milioni di euro. Il Total capital ratio, indicatore di solidità della Banca, supera il 22%, valore tra i più alti nella Regione e all’interno del perimetro del Gruppo bancario Cooperativo Iccrea a cui aderisce.

In particolare, “la nuova banca si chiamerà “BCC di Verona e Vicenza”, hanno evidenziato i due presidenti Piva e Pistritto. Una scelta, quella di sostituire il termine Banca con BCC, che pone in risalto la doppia C di Credito Cooperativo ed esprime, anche visivamente, il patrimonio dell’identità unica della nostra BCC, in piena continuità con la nostra tradizione”.

In merito, invece, alla composizione del nuovo Consiglio di Amministrazione, il progetto che sarà sottoposto all’approvazione dei soci prevede un CdA allargato a 11 componenti rispetto ai 10 attualmente eletti nel Consiglio della banca incorporante.

A partire dalla data di efficacia della fusione e fino alla approvazione del bilancio dell’esercizio 2026, dunque, il Consiglio di Amministrazione sarà composto da 11 amministratori: 6 saranno espressione dei soci dalla ex Banca San Giorgio Quinto Valle Agno e 5 saranno espressione dei soci della ex Banca di Verona-Cadidavid e di CereaBanca 1897.

Per completare la composizione, già insediato per Banca di Verona e Vicenza è stato proposto all’assemblea la nomina di Giuseppe Lucchi in rappresentanza del territorio di Cerea. Lucchi già amministratore di CereaBanca 1897 nell’ultimo anno, è stato tra l’altro direttore generale storico della BCC.

Nel corso dell’assemblea ordinaria si procederà alla nomina di un componente effettivo e di due componenti supplenti del Collegio Sindacale in sostituzione di altrettanti componenti, cessati dalla carica: proposta la nomina di Raffaella Zanini alla carica di sindaco effettivo e di Cinzia Giaretta e Beatrice Frazza alla carica di sindaco supplente.