di Giuseppe Gaetano, chief editor

Nell’ultimo anno il costo di un mutuo è cresciuto del 29% per il tasso fisso e del 22% per il variabile, ma il mercato potrà beneficiare delle misure varate dal governo per i giovani.

Lo riporta Mutuionline, evidenziando che “secondo i dati di Assofin di novembre 2022 cala del 21,3% anno su anno“. Alessio Santarelli, dg Divisione Broking di Gruppo MutuiOnline, auspica che l’estensione al 2023 delle garanzie statali per i mutui prima casa agli under 36 – inserita nella legge di bilancio insieme alla possibilità di trasformare i mutui a tasso variabile in fisso – “permetta a molti giovani di acquistare la loro prima casa in un contesto dove l’accesso al mutuo è sempre più difficile, motivo per cui la comparazione delle offerte e il supporto con consulenti esperti assume un ruolo chiave“.

Secondo le rilevazioni di MutuiSupermarket, già lo scorso dicembre la domanda dei giovani è salita al 42% dal 38% di novembre. Va ricordato che il bonus prima casa, che esonera dalle imposte di compravendita, dura fino al 31 dicembre 2023 e scatta con un Isee ordinario sotto i 40mila euro; mentre la garanzia Prima Casa Giovani Consap pari all’80% del capitale, nel caso di mutui che coprano più dell’80% del prezzo di acquisto e non oltre il 100%, salvo proroghe scadrà il 31 marzo.

C’è anche il report di Facile.it, secondo cui negli ultimi 12 mesi la rata di un mutuo medio a tasso variabile è aumentata invece fino al 36%, ma l’analisi prende in esame solo il caso di un finanziamento da 126.000 euro in 25 anni, sottoscritto a gennaio 2022, con un tasso di interesse balzato a 0,67% da 3,33. Per alcuni esperti, entro giugno 2023 l’Euribor a 3 mesi crescerà ancora di quasi 1 punto e mezzo ma anche chi sottoscrive oggi un tasso fisso, la cui distanza dal variabile è ormai ridotta, trova indici molto più alti: sempre con la suddetta tipologia di mutuo, secondo Facile.it i TAN partirebbero ora da 3,26% anziché da 1,05.

Per la Fabi, l’orizzonte del 6% è sempre più vicino. Nella rinegoziazione prevista dalla legge di Bilancio, c’è l’indicazione delle modalità di calcolo del nuovo tasso fisso: si considera l’Irs pari alla durata residua del mutuo, verificando il tasso minore tra il 10 anni e il residuo; a questo si somma lo spread del contratto di mutuo variabile. Attualmente il fisso vince da Sparkasse a Intesa San Paolo alla Cassa rurale di Trento ma stretta della Bce, inflazione e caro energia non rendono il cambio dal variabile automaticamente vantaggioso per tutti i tipi di mutuo. Resta possibile cambiare banca, in cui trasferire il prestito a eventuali migliori condizioni attraverso la surroga: anche questa, però, conviene sempre in base alle le specificità del singolo caso, tra cui la cifra iniziale del finanziamento e quella residua del rimborso.

Anche se gli istituti stanno adottando criteri più restrittivi per l’erogazione del credito, secondo l’Ufficio Studi della società di mediazione creditizia 24MAX l’outlook generale rimane comunque positivo anche perché il mattone, nonostante il rallentamento rispetto all’effervescenza post-pandemia, si conferma bene rifugio contro l’inflazione. Il business è trainato soprattutto da Milano e Roma: gli importi medio finanziati in Lombardia e Lazio sono gli unici a oltrepassare la media nazionale. La particolare congiuntura economica costringerà molti potenziali acquirenti a rimandare la compravendita al 2024: a fine 2022 la stessa situazione ha provocato negli Usa un crollo delle domande di mutuo, rifinanziamento e nuova stipula, solo in leggera ripresa nella prima settimana di gennaio.

Un calo, ma non un crollo: “La contrazione del mercato immobiliare implicherà ovviamente una leggera riduzione dell’erogato da parte delle banche – afferma Riccardo Bernardi, chief development officer di 24MAX -. Nei primi sei mesi del 2023 i tassi, seppur aumentati, dovrebbero andare verso una stabilizzazione o, nella peggiore delle ipotesi, avere rialzi contenuti”. Tra le ultime mosse sul mercato, si segnala l’offerta di Banco Desio e della Brianza e Qualis Credit Risk – agenzia italiana del gruppo assicurativo AmTrust International Underwriters Dac, specializzata nella sottoscrizione del rischio di credito – di mutui residenziali con Loan to value superiore all’80% fino al 95% del valore dell’immobile: non incrementerebbero – si legge in una nota congiunta – l’esposizione al rischio di insolvenza e garantirebbero la fondiarietà.

Mutui e Tassi, Rinegoziazioni Protagoniste del 2023?