da semestrale BPER

Nel contesto di elevata incertezza come quello attuale, si rafforza ulteriormente il razionale strategico ed industriale del progetto di acquisizione di un ramo d’azienda dal Gruppo Intesa Sanpaolo, in linea con gli obiettivi di crescita dimensionale e consolidamento del posizionamento competitivo del Gruppo BPER, rafforzandone sia la base di clientela che le quote di mercato in regioni di grande rilevanza economica, come la Lombardia, dove attualmente BPER ha una presenza limitata. 

Tra i benefici più rilevanti dell’operazione si evidenziano:

  • crescita dimensionale e miglioramento della posizione competitiva in Italia;
  • aumento della base di clientela di oltre il 55% e di significative quote di mercato in regioni di grande rilevanza economica quali la Lombardia dove il Gruppo ha una presenza limitata;
  • incremento delle dimensioni operative con un aumento del portafoglio crediti e della raccolta diretta di circa il 50%. Il totale attivo è stimato crescere nell’ordine del 40% (totale attivo post-Operazione pari a circa € 120 miliardi);
  • realizzazione di rilevanti sinergie di ricavo e costo derivante dall’aumento del cross-selling di prodotti delle società del Gruppo BPER su una più ampia base di clientela e da attività di razionalizzazione;
  • acquisizione di un network distributivo sostanzialmente privo di strutture centrali o di middle/back office con una conseguente mitigazione dei rischi di execution;
  • miglioramento del cost/income ratio atteso intorno al 60%;
  • ulteriore miglioramento della qualità del credito con un NPE ratio lordo stimato pari all’8,2%, se calcolato proforma sui dati al 30 giugno 2020;
  • conferma della solidità patrimoniale del Gruppo BPER con un CET 1 ratio Fully Loaded consolidato pro-forma stimato in area 13,0% nel 202.

     

    Il Consiglio di Amministrazione di BPER Banca ha rivisto le stime finalizzate ad aggiornare i target economico-finanziari del Piano Industriale 2019-21, pur confermandone la validità nelle sue linee guida strategiche e progettuali.

    Le previsioni aggiornate relative all’andamento economico del Paese, alla base della revisione delle prospettive economico-finanziarie al 2021, tengono conto di uno scenario che prevede un consistente calo del Prodotto Interno Lordo in Italia nel 2020 (-9,4%), con un recupero solo parziale nel 2021 (+5,4%). La fase di normalizzazione è ipotizzata essere graduale a seguito dei primi segnali di ripresa riscontrati a partire dal mese di maggio 2020.

    In tale contesto, viene confermata la validità delle azioni strategiche previste nel Piano industriale articolato su tre pilastri principali:

    1) la crescita e sviluppo del business con un focus particolare sui settori con un significativo contenuto commissionale, come Bancassurance, Wealth Management e Advisory per il segmento imprese, e con un’elevata marginalità, come il credito al consumo

    2) un forte incremento dell’efficienza operativa e una sempre maggiore semplificazione della struttura societaria

    3) un’accelerazione del de-risking e un ulteriore rafforzamento patrimoniale.

    Molte delle azioni previste dal Piano industriale sono già state completate o sono attualmente in fase avanzata di realizzazione.