estratto dal report “Immobili in Italia 2019” curato dalla Agenzia delle Entrate con il MEF

Il 75,2% delle famiglie, tre su quattro, risiede in una casa di proprietà.

Nel nostro Paese, infatti, la proprietà immobiliare è assai diffusa e le oscillazioni del mercato delle abitazioni e degli edifici strumentali rappresentano un segnale importante di eventuali squilibri macroeconomici. Il settore immobiliare è sensibile alle innovazioni fiscali e normative e può rappresentare un volano per lo sviluppo e un elemento di stabilizzazione del ciclo economico. In questa direzione vanno alcune misure della legge di Bilancio 2019, come la proroga per l’anno in corso delle maggiori aliquote previste per le detrazioni fiscali relative alle ristrutturazioni edilizie e alle riqualificazioni energetiche. Con la medesima legge è stato rimosso il blocco delle aliquote dei tributi locali che gravano principalmente sugli immobili, restituendo margini di manovra alle amministrazioni per migliorare i servizi ai cittadini e investire in opere pubbliche.

Dal report 2019, che rappresenta la 7 edizione, di ‘Gli Immobili in Italia’, che fotografa il patrimonio immobiliare italiano realizzata da Agenzia delle Entrate e Mef in collaborazione con Sogei, emerge che…

Nel 2016 la superficie media di un’abitazione è pari a 117 metri quadri e il suo valore medio è di circa 162 mila euro (1.385 euro a metro quadro). Il valore complessivo del patrimonio abitativo supera i 6.000 miliardi.

Questi sono alcuni dei dati contenuti in questo rapporto, che evidenzia che dal 2016, anno a cui fanno riferimento i dati, il prelievo di natura patrimoniale sugli immobili si è ridotto di oltre 4,5 miliardi di euro “a seguito principalmente dell’abolizione della Tasi sulle abitazioni principali non di lusso e di altre misure di alleggerimento del prelievo sugli immobili”.

 

 

 

 

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