28 Luglio 2023

Maltempo: Coperto l’80% delle Imprese e il 40% delle Case, verso la Partnership Assicurazioni-Stato

di Giuseppe Gaetano, editor in chief

Si devono ancora finire di stimare esattamente i danni dell’alluvione in Emilia Romagna che è già iniziata la conta di quelli, per fortuna estremamente più lievi, provocati dall’ondata di maltempo abbattutasi nei giorni scorsi sulle regioni del Nord.

Anapa riferisce che in queste ore gli agenti lombardi, veneti e friulani stanno istruendo “centinaia di sinistri” riguardanti palazzi e imprese fortemente danneggiati da raffiche di vento, pioggia e grandinate. Le perizie non sempre sono facili per la necessità di rintracciare le responsabilità di eventuali mancate manutenzioni che, insieme al maltempo, hanno provocato perdite e disagi. E come per ogni altro evento climatico estremo verificatosi in precedenza, anche questo è occasione per tornare a spolverare le stime della sottoassicurazione italiana in questo ambito. Ebbene, secondo l’ANIA sulla penisola solo il 35-40% delle case ha garanzie accessorie per fenomeni meteo violenti, in pratica 2 su 5, mentre nelle aziende si sale all’80%. Non parliamo di protezione da danni catastrofali derivanti da veri e propri cataclismi, come alluvioni e terremoti, contro i quali la percentuale di coperture delle case cala ad appena il 5% (nonostante il recente sondaggio Ania-Ipsos rilevi una crescente sensibilità della popolazione verso questo genere di rischio).

Anche l’evento atmosferico avverso, tipologia in cui rientra la “bomba d’acqua” che ha colpito ad esempio il milanese, resta tuttavia un’estensione non automatica ma aggiuntiva: una copertura specifica da attivare separatamente alla classica polizza anti incendio (che comunque copre meno del 45% del totale delle abitazioni sul territorio nazionale): sia a livello condominiale, per danneggiamenti esterni e nelle parti comuni dello stabile; che individuale, per quelli riportati alle pertinenze del proprio appartamento. Il premio per tutelarsi dal maltempo, modulabile con franchigie e tetti ai rimborsi, varia naturalmente in base allo stato dell’immobile e alla sua ubicazione geografica: “Da una prima analisi riguardante alcune delle maggiori compagnie – spiega ancora Anapa -, il prezzo può variare da 23 euro circa per ogni 1.000 euro assicurati in Calabria, ai circa 70 euro in Veneto“. Una cifra non impossibile, considerando appunto i disastri che il clima può infliggere ai beni più cari. Per le imprese si sale a qualche migliaio di euro l’anno.

La cultura della prevenzione passa anche attraverso un nuovo approccio con le assicurazioni contro i rischi – ha affermato il ministro della Protezione civile, Nello Musumeci -. Il governo affronterà questo tema nelle prossime settimane: serve che ogni cittadino che vive e opera in un territorio a rischio debba ricorrere ad assicurazione, magari anche con il concorso dello Stato. In realtà tutto il Paese è a rischio e bisogna calcolare che il macroinsieme delle calamità naturali include valanghe, uragani, mareggiate: accendendo ogni singola voce, è ovvio che il conto salga. La possibilità di portare in detrazione il 19% del premio della polizza condominiale c’è già: la formula su cui si confronterà l’esecutivo Meloni sarà probabilmente quella di rendere più sostanzioso lo sgravio fiscale sul modello della proposta di legge, in approvazione in parlamento, riguardante il settore agricolo e i danni provocati all’ambiente: l’agricoltura ha infatti specifici parametri di rilevazione, spesso accertati dall’Arpa, per stabilire provvidenze e indennizzi specifici in situazioni di accertata “eccezionalità” e il modello potrebbe essere esportato in altri comparti.

E le auto, schiacciate da alberi caduti e ammaccate dalla grandine? Anche quelle non sono poche, e neanche la Kasko le copre. Qui la copertura assicurativa contro eventi atmosferici naturali crolla addirittura al 16%: 7 milioni di vetture, su un parco di 44 mln. Sempre in base ai dati 2022 di ANIA, l’anno scorso sono stati liquidati circa 800 milioni di euro di sinistri in questo segmento, che rappresentano il 44,4% del totale: si tratta della cifra più alta tra tutte le garanzie accessorie, nonostante sia quella meno sottoscritta; segue staccato il furto con 322 mln.

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