Credimi è a corto di risorse e il riassetto azionario non può più aspettare.

La trattativa con UniCredit è in stallo da fine dicembre. Sul tavolo c’era una valorizzazione da 20 milioni di euro: 1 subito di equity, 4 milioni di rimborso di aumento di capitale e 15 di “earnout” in base all’andamento. Così per l’acquisizione del ramo d’azienda è tornata a farsi avanti Banca Cf+, ex Credito Fondiario. Tuttavia entrambe le negoziazioni richiederanno settimane, aggravando nel frattempo la situazione della piattaforma di credito. Ci sarebbe una terza via, paventata dal Sole 24 Ore: una procedura di liquidazione da parte di Bankitalia, ancora lontana però nonostante il pressing di via Nazionale per una soluzione.

Certo l’attenzione stimolata dal dossier, anche in altre banche, dimostra il crescente interesse tra gli intermediari verso l’orizzonte fintech del mercato. Credimi parte a Milano a fine 2015 con un investimento di oltre 8 milioni di euro da parte del founder Ignazio Rocco di Torrepadula e un gruppo di imprenditori tra cui Nerio Alessandri, Alessandro e Mauro Benetton, Lorenzo Pellicioli, Massimo Tosato, Dante Roscini. Da allora ha erogato 2 miliardi di prestiti, soprattutto alle microimprese: un segmento rilevante, data la congiuntura macroeconomica di tassi in rialzo. Con l’acquisto dell’ex startup, le banche rafforzerebbero l’area delle piattaforme di finanziamento digitale alle pmi.

Credimi: a Gennaio la Vendita, in lizza Unicredit e Banca CF+