a cura di Assoprofessional

L’emergenza COVID-19 ha celato l’entrata in vigore di una rilevante modifica nell’esecuzione degli obblighi antiriciclaggio per le società di mediazione creditizia. 

Luigi Iannaccone, presidente emerito onorario di Assoprofessional, evidenzia che il Decreto 125/19 che recepisce nel nostro Paese la direttiva n. 2018/843 del Parlamento Europeo e del Consiglio, relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, meglio conosciuta come quinta direttiva antiriciclaggio introduce modifiche e integrazioni al precedente D.lgs. n. 231/2007 come modificato dal D.lgs. 90/2017 e obbliga le società di mediazione creditizia a nuovi standard nell’espletamento dell’adeguata verifica della clientela.

Le attività di adeguata verifica della clientela per essere svolte a norma di legge, impongono alla società di mediazione creditizia di inserire all’interno dell’organico personale con competenze specialistiche in materia di antiriciclaggio, di utilizzare software applicativi per la gestione degli adempimenti antiriciclaggio e di aver accesso a banche dati nazionali e internazionali per l’analisi dei rischi antiriciclaggio della clientela.