10 Agosto 2023

Gap Assicurativi in Italia e nel Mondo: 6 mesi di Catastrofi nei Report Aon e Swiss RE

di Giuseppe Gaetano, editor in chief

Interessante confrontare due report di riassicuratori internazionali usciti in questi giorni e che forniscono una prima stima dei danni catastrofali, assicurati e non, provocati da inizio 2023 sul pianeta da cambiamento climatico, urbanizzazione ma anche maggior valore dei beni tutelati.

Per Swiss Re l’alluvione in Emilia-Romagna è stato l’evento meteorologico più costoso (che non significa più tragico) dal 1970 ad oggi in Italia: 10 miliardi di dollari, di cui appena il 6% assicurati. Valutazione pressoché identica da parte del Global Catastrophe Recap di Aon: 9,7 mld di dollari di danni economici per quella che finora rappresenta la terza più grave catastrofe naturale dell’anno, a livello globale, dopo la siccità de La Plata in Sudamerica e i terremoti in Turchia e Siria; eventi, siccità e sisma, da cui l’Italia è tutt’altro che immune. Per il Disaster Risk Management Knowledge Centre del Joint Research Centre della Commissione Ue siamo tra i Paesi più vulnerabili alle catastrofi naturali in Europa, con la Calabria tra le regioni più fragili. Ma ci sono anche i forti temporali che, in realtà, “causano le maggiori perdite – sostiene Martin Bertogg, Head of Catastrophe Perils di Swiss Re -. Sono responsabili di circa il 70% delle perdite globali assicurate, pari a 35 mld, e questi eventi che noi definiamo secondari” o maltempo, come il concentrato di pioggia abbattutosi al Nord a fine luglio, “sono tra i principali driver dell’aumento dei danni“.

Abbiamo visto tutti le immagini dei pannelli fotovoltaici e cappotti termici distrutti dalle bombe d’acqua. Senza contare gli incendi, in verità spesso dolosi sul nostro territorio nazionale. E poi trombe d’aria, tempeste di vento, grandinate: per ottenere l’indennizzo occorre che la garanzia sia specifica per i danni provocati da ogni singolo fenomeno atmosferico avverso e per molti cittadini e imprenditori il rapporto costo-copertura delle polizze non è sempre chiaro. Secondo Swiss RE nel mondo il conto delle calamità cresce con una media costante tra il 5% e il 7% ogni anno ma “i costi delle catastrofi risentono anche della pressione inflazionistica che li ha fatti lievitare – fa notare Aon – e di altri fattori sociali, come demografia e distribuzione della ricchezza“.

Divergono le stime sulle perdite a livello mondiale, subite nei primi 6 mesi del 2023: 194 mld per Aon (111, cifra senza precedenti, nell’area Emea), di cui 53 assicurati; 120 per Swiss Re (+46% sulla media del decennio), di cui 50 assicurati. Cifre, entrambe, vicine al record del 2011. Non sono gli unici report usciti in questi giorni sul tema: di urgenza della questione climatica e di gap assicurativo – su cui è stato istituito un tavolo al Mef coordinato dall’Ivass – hanno parlato nell’ultima settimana anche Aiba e IIA. Buona parte dell’ultimo After Event dell’IPF 2023 di EMFgroup sulle polizze agricole è stata dedicata proprio alla crescente necessità di una sempre più stretta partnership pubblico-privato per prevenire e gestire gli ormai frequenti fenomeni meteo estremi che caratterizzano la penisola. Proteggersi costa e la preoccupazione dell’assicurato è che a spese elevate non. corrispondano coperture sufficienti per via di clausole poco chiare.

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