PLTV riporta alcune riflessioni di Ana Botin, executive chairman di Santander a Financial Times, in un articolo dello scorso 4 gennaio 2021.

“Siamo all’inizio dell’anno e mentre ci stiamo impegnando a ricostruire le nostre economie, abbiamo il bisogno anche di ripensare al modo in cui le banche sono regolamentate.

Questo perché le sfide che pone la crisi da Covid-19 sono ben diverse da quelle create dalla crisi subprime. All’epoca, parte del problema erano sicuramente le banche, che nel 2008, necessitavano di essere meglio capitalizzate e l’altro problema sembrava essere la troppa “dipendenza” da alcune grandi banche. Sembrava quindi che la soluzione doveva essere di lasciare spazio a nuovi entranti, come le fintech…cosa che si è fatto.

Ora il regime regolamentare ha bisogno di un altro “reset” per poter affrontare tutte le criticità e le sfide di questo nuovo mondo.

Una delle sfide è rappresentata sicuramente dalla ripresa, che sarà resa possibile se le banche saranno in grado di poter erogare di più.

Per poterlo fare, avranno necessariamente bisogno di nuovi investitori, perché le banche non possono impiegare completamente il loro capitale e hanno comunque la necessità di creare quei buffers di capitale per fronteggiare i periodi di crisi. Per fare questo ci vuole tempo, soprattutto in un contesto, come questo, di bassi tassi di interesse e di utili che si comprimeranno. Questa preoccupazione sta mettendo pressione sui banchieri ad erogare di meno e ad aumentare invece il capitale delle banche che guidano. Questo è un problema ampiamente dibatutto anche dal Financial Stability Board (FSB) presieduto da Randy Quarles.

Le Authorities dovrebbero stabilizzare i requisiti di capitale delle banche, eliminare le incertezze sul framework di Basilea III oltre a calibrare e a semplificare come le banche calcolano l’assorbimento di capitale.

Non solo, nel lungo termine si dovrebbe pensare anche a come le banche calcolano la rischiosità dei loro assets e a come liberare capitale per sostenere nuove erogazioni.

Un’altra sfida è la rivoluzione digitale. La Regolamentazione sta favorendo le Fintech rispetto alle banche, soprattutto sul fronte gestione dei dati. Alcuni operatori Fintech stanno diventando delle verie e proprie Lending Platform, senza essere soggette alla regolamentazione bancaria. Di qui, la necessità, di cercare di uniformare il terreno di competizione, non creando più vantaggi alle banche, ma eliminando alcuni vantaggi che hanno le fintech e che hanno avuto negli ultimi dieci anni.

L’idea è di non rimuovere la regolamentazione bancaria degli ultimi dieci anni, ma di farla evolvere insieme al contesto di mercato. Si ha la necessità di una regolamentazione  che possa mettere in grado le banche di servire meglio i clienti famiglie e imprese, aiutandole, al tempo stesso ad assicurare risultati per i propri azionisti. ”