Nei primi sei mesi dell’anno la riduzione in termini reali del risparmio delle famiglie “ha di poco superato il 16% risentendo dell’aumento dei prezzi per oltre 3 punti percentuali”. Sono parole del Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, intervenuto alla Giornata mondiale del Risparmio.

In termini assoluti – ha detto – il risparmio delle famiglie si è avvicinato a 35 miliardi di euro nei tre mesi terminanti a giugno; pur tenendo conto dell’aumento dei prezzi registrato dal deflatore dei consumi, il livello era ancora del 13% più alto di quello precedente lo scoppio della pandemia, dopo essere pressoché raddoppiato nei mesi immediatamente successiva“.

Circa la propensione al risparmio, Visco ha osservato che nel secondo trimestre si è attestata all’11%, in calo di circa due punti percentuali rispetto all’ultimo trimestre del 2021. La riduzione della propensione al risparmio delle famiglie è iniziata nel secondo trimestre 2021 dopo che nella fase pandemica era arrivata al 18% nei primi mesi del 2021, da “meno del 10% di fine 2019”.

Visco ha anche spiegato che la capacità di risparmio è molto diversa tra le famiglie. Per molti nuclei familiari a basso reddito il risparmio “potrebbe essere stato nullo o negativo. Discorso diverso per le famiglie con redditi medio-alti, per le quali l’incidenza della quota di spesa destinata ai beni di prima necessità “soggetti a rincari particolarmente elevati”, si è rilevata relativamente minore.