estratto da Relazione Annuale Ivass 2019.

“Diffuso comportamento delle banche volto a esercitare sui mutuatari un’indebita pressione a sottoscrivere un nuovo contratto”.

E’ questo il risultato dell’indagine dell’Ivass, avviata a inizio 2019, nei confronti di 10 banche in tema di polizze collegate ai mutui casa. Ne da’ conto la Relazione annuale dell’Autorita’.

Della storia si conosceva la punta dell’iceberg: le sanzioni, per 20,7 milioni, dell’Antitrust nei confronti di UniCredit, Intesa, Ubi e Bnl, rese note nel marzo scorso, che si erano basate anche sul parere dell’Ivass.

L’Autorita’, guidata da gennaio da Daniele Franco (nella foto), ricorda durante la Relazione Annuale che la sua indagine ha preso le mosse dalle segnalazioni di una associazione dei consumatori e di aver rilevato come “la maggior parte delle surroghe (oltre il 70%) e’ stata accompagnata da polizze di nuova emissione, distribuite dalle banche stesse” e questo sebbene tutte le dieci banche, ad eccezione di una, “avessero previsto nei manuali operativi la possibilita’ del cliente di mantenere la polizza preesistente”.

L’Ivass segnala inoltre che la documentazione pre-contrattuale consegnata dalle banche ai clienti sul finanziamento “non conteneva alcun riferimento alle provvigioni assicurative percepite dalle banche”.