“Nel dibattito parlamentare sulla conversione del Decreto Liquidità purtroppo pare non trovare spazio la nostra richiesta di vedere ampliato il ruolo dei confidi nella concessione della liquidità necessaria per permettere alle piccole imprese italiane di ripartire”.

È quanto dichiara Rosario Caputo, presidente di Federconfidi, la Federazione che riunisce i Confidi di area confindustriale, per un totale di oltre 196.000 piccole e medie imprese.

“In questo momento di grave e acuta crisi economica – aggiunge il presidente di Federconfidi – che mette in discussione il futuro di migliaia di Piccole Imprese italiane, la politica non può perdere l’occasione di supportare i tanti imprenditori alle prese con una palese emergenza di liquidità. Il Sistema dei confidi ha proposto diversi emendamenti sul tema, sui quali sollecitiamo una piena condivisione da parte della politica”.

“La nostra Federazione congiuntamente ad Assoconfidi  – conclude Caputo – ha avanzato proposte a costo zero per il bilancio statale, per finanziare direttamente le piccole e medie imprese  in modo complementare e non concorrenziale col sistema bancario. Infatti, un nostro maggiore coinvolgimento aiuterebbe le Banche e il Fondo Centrale di Garanzia a decongestionarne i flussi, permettendo a tutte le parti in gioco di dare una risposta efficace alle piccole imprese, soprattutto a  quelle meno strutturate, aiutandole ad accedere ai finanziamenti in tempi rapidi”.