editoriale di Piergiorgio Giuliani, vice direttore PLTV

I Russi sono cattivi, per fortuna gli Stati Uniti sono nostri alleati e ci aiutano.

Una bella storia, peccato non sia vera.

Gli Stati Uniti sono sempre stati bravissimi a raccontare al mondo quella che, secondo loro è “la verità”.

Per anni  ci hanno fatto credere che i cowboys fossero i buoni e che i pellerossa fossero i cattivi. Potenza di Hollywood.

Oppure che Saddam Hussein avesse armi batteriologiche, nella fattispecie antrace, pronte a distruggere il mondo. Spero che qualcuno si ricordi che il Segretario di Stato Colin Powell si presentò all’ONU con una provetta piena di polverina bianca affermando che era la prova regina che Saddam fosse pronto a uccidere tutto il cosiddetto mondo libero.

Peccato che la polverina fosse un clamoroso falso, come poi si dimostrò e come la stessa amministrazione statunitense fu costretta ad ammettere. Però le bombe, tanto care ai Presidenti Democratici, erano già state buttate sulla testa degli iracheni e uno Stato, che pur in mezzo a decine di conflitti interni era riuscito a trovare una sorta di stabilità, ripiombò nell’integralismo islamico e in una dittatura religiosa sanguinosa.

Potrei continuare con tanti altri esempi, ma arrivando al presente stiamo ricadendo in mezzo all’ennesima farsa raccontata in maniera “di parte”, almeno dalla maggior parte dei media.

Con questo non voglio assolutamente affermare che gli Stati Uniti sono “cattivi” e che Russia e Cina sono “buoni”. Per ognuno di loro è possibile raccontare nefandezze rivendute come atti necessari. Si tratta di Superpotenze e ognuna fondamentalmente fa i propri interessi. Il problema è che l’Europa è sufficientemente importante da essere sempre chiamata in causa, ma non abbastanza determinante da poter difendere con determinazione i propri interessi. Non siamo una Superpotenza.

Tuttavia per quanto riguarda la vicenda Ucraina, è’ necessario fare chiarezza e raccontare la realtà dei fatti.

Quando fu discussa la riunificazione tedesca, un paletto posto dall’allora capo di Stato sovietico Gorbaciov fu quello di non far entrare nella Nato i paesi ex USSR.

Bush padre accettò e la Germania fu riunificata. Tempo pochi mesi e molti paesi ex USSR entrarono nella Nato, con grande disappunto della Russia. Al tempo la Russia era in piena trasformazione e tutte le sue energie erano rivolte all’interno. Si limitò, quindi, a rimostranze diplomatiche.

Adesso non è più così: la Russia è tornata ad essere una Superpotenza e mai e poi mai può permettere che l’Ucraina entri nella Nato. Non si tratta di prestigio internazionale: se l’Ucraina (che in un dialetto serbo significa “terra di confine”) entra nella Nato, le armi della Nato possono essere schierate proprio sul confine russo.

Aggiungiamo un altro tassello: perché la Germania continua a ricevere il gas russo, mentre all’Italia ne arrivano solo le briciole? Perché la Germania si approvvigiona dal gasdotto North Stream 1, mentre noi lo riceviamo dalla Russia tramite l’altro gasdotto che passa dall’Ucraina. Purtroppo il gas non è un pacchetto con l’indirizzo del destinatario: il gas viene immesso a pressione all’inizio del gasdotto e le nazioni che attraversa prendono il quantitativo di gas che hanno ordinato.

Se l’Ucraina cambia “sponda” la Russia diviene ostaggio economico della Nato.  Sembra, ma su questo non ci sono certezze, che l’Ucraina si prenda il gas che gli serve a prescindere da quanto ne ha ordinato e pagato.

E l’Europa è nel mezzo della disfida fra Stati Uniti e Russia e l’Italia ne risente più degli altri.

Già con le prime sanzioni economiche che gli Stati Uniti hanno imposto alla Russia qualche anno fa e che hanno chiesto ( e ottenuto) anche dalla Comunità Europea, noi abbiamo perso decine di miliardi di esportazioni. Se altre se ne aggiungeranno, per noi sarà un grandissimo problema economico.

Ultima considerazione: l’Ucraina non è ancora nella Nato, non è nella Unione Europea, quindi perché la Nato e la Comunità Europea devono intervenire? Lo scopo della Nato  è garantire la libertà e la sicurezza dei Paesi membri attraverso mezzi politici e militari. Quindi la Nato è un apparato di difesa dei propri membri, non di altri. Inoltre l’Articolo 11 della nostra Costituzione recita: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; …”

Ma non finisce, purtroppo, qui. La Russia, per difendersi, ha trovato un altro alleato potente: la Cina.

Quindi l’Europa, e l’Italia in primis, a questo punto non solo si trova fra due fuochi: Stati Uniti e Russia, ma automaticamente fra altri due fuochi: Stati Uniti e Cina.

“Il nostro Abbondio, non nobile, non ricco, coraggioso ancor meno, s’era dunque accorto, prima quasi di toccar gli anni della discrezione, d’essere, in quella società, come un vaso di terra cotta, costretto a viaggiar in compagnia di molti vasi di ferro.”

Così scriveva ne “I Promessi Sposi” Alessandro Manzoni, riprendendo una favola di Esopo vissuto nel VI secolo A.C..

L’Europa deve trovare la forza di diventare una Superpotenza per poter difendere i propri interessi e nel contempo l’Italia deve trovare la forza di non essere debole in Europa.

Alla prossima.