di Fabio Picciolini, esperto di consumatori e consigliere HGroup

Nell’ambito della nuova agenda dei consumatori, tesa a rafforzare i loro diritti, il 30 giugno 2021 la Commissione Europea ha proposto la revisione della Direttiva sul Credito ai Consumatori ( 2008/48/CE) insieme a quella sulla sicurezza generale dei prodotti.

Una nuova Regolamentazione che PLTV esaminerà attentamente con diversi approfondimenti:

  • analisi delle soluzioni necessarie per superare le criticità create dalla sentenza Lexitor
  • focus su diversità esistenti rispetto all’altra Direttiva sui contratti di credito ai consumatori relativi a beni immobili residenziali (2014/17/UE) che possono creare confusione,
  • valutazione delle novità riguardanti gli intermediari del credito, per arrivare alle modifiche e all’impatto che essa avrà su imprese e consumatori.

La proposta della Commissione sul credito al consumo tende a far fronte almeno a tre aspetti importanti:

i) le conseguenze della pandemia;

ii) superare le diversità ancora esistenti nei vari Paesi dell’Unione;

iii) la digitalizzazione che all’epoca della Direttiva 48 non aveva la “potenza” sprigionata in questi ultimi anni, ovviamente senza dimenticare gli altri aspetti già affrontati da PLTV recentemente.

La nuova Direttiva, quando approvata, consentirà il rilascio di informazioni ai consumatori non solo più chiare ma più adatte ai device ormai normalmente utilizzati anche nelle operazioni di credito, dai preventivi ai comparatori, alle vendite abbinate ai prodotti finanziari, alla vendite di crediti non richieste fino alla firma elettronica dei contratti.

Nel periodo post-pandemico e comunque in generale, visto il crescere della povertà e del sovra indebitamento in Italia e in tutti i Paesi europei, è importante che il consumatore si assumi l’obbligo di rimborsare il credito concessogli e il finanziatore si comporti con correttezza non facendo correre rischi di crisi finanziaria al debitore.

In questo ambito sono importanti lo sviluppo dell’educazione finanziaria che consenta una maggiore conoscenza degli impegni che si assumono accendendo un finanziamento e una corretta consulenza sulle conseguenze derivanti dall’assumere posizioni debitorie.

La proposta di Direttiva prima della sua conversione dovrà essere discussa dal Consiglio Europeo e dal Parlamento Europeo e, una volta approvata da recepire nelle varie legislazioni nazionali.