PLTV riporta estratto di intervento del presidente avv. Patuelli alla Assemblea Annuale ABI, tenutasi nei giorni scorsi.

“In Italia le banche non si sono mai fermate: impegnate a ridurre gli effetti delle crisi finanziarie precedenti, coinvolte profondamente negli effetti sanitari ed economici della pandemia, hanno lavorato tutti i giorni, assommando ai tanti compiti, quelli straordinari conseguenti al Covid.

La pandemia non ha trovato impreparato il mondo bancario in Italia che, dopo importanti, complessi e costruttivi negoziati fra l’ABI e le Organizzazioni Sindacali del settore, a fine 2019 aveva realizzato il nuovo lungimirante Contratto Nazionale di Lavoro che prevede anche forme di lavoro inaspettate e ha favorito il costante dialogo costruttivo che ha permesso di definire continuamente nuovi accordi anche per tempi eccezionali.

Ora in Italia i gruppi bancari e le banche indipendenti sono poco più di cento (oltre alle Raiffeisen e alle filiali di banche estere), mentre erano 110 nel dicembre scorso.

La pandemia porta anche crisi aziendali che occorre innanzitutto prevenire gestendo il rischio di credito, valutando l’effettiva capacità dei debitori di rimborsare e non ritardando gli appostamenti prudenziali nei bilanci.

Non giovano a nessuno gli eccessi di rigidità, anacronistici con la pandemia, come la nuova definizione di default e il rigido calendario di deterioramento e svalutazione dei crediti che sono stati pensati ben prima del Covid.

Per i nuovi crediti deteriorati e deteriorandi occorrono tutte le misure che sono state utili per ridurre quelli preesistenti: sarebbero utili anche le tanto attese cosiddette bad banks.

L’Unione Bancaria Europea deve crescere senza strappi o forzature, innanzitutto con Testi Unici di regole identiche per tutti, non episodicamente come per il default e il calendario di deterioramento.

L’Italia deve divenire più attrattiva per i risparmi e gli investimenti nazionali e internazionali, con semplificazioni normative, senza continue sovrapposizioni di leggi vecchie e nuove, e con la riduzione dei tempi della giustizia.

Sono doverosi per le Banche comportamenti coerenti, rettilinei, austeri e senza scorciatoie, con obiettivi realisticamente raggiungibili, con instancabile zelo e metodi incorruttibili, con senso del dovere e delle responsabilità.

Il settore finanziario, per la sua centralità strategica, è al centro delle con- flittualità e dei rischi insiti nelle potenzialità delle tecnologie.

La rivoluzione del digitale richiede maggiore tutela dei dati e non dere- golamentazioni…

Gli algoritmi debbono essere inquadrati in regole e scelte responsabili e non debbono scoraggiare lo spirito critico e il libero arbitrio.

Le Banche debbono essere previdenti su tutto, preparate anche all’impre- vedibile, pure ad una possibile “pandemia tecnologica” contro la quale sono ingenti gli investimenti bancari per la sicurezza.

È molto importante il progetto della BCE per l’Euro digitale che porterà legalità e stabilità in quelle transazioni e profonde modificazioni al far banca, a cui occorre predisporsi tempestivamente…”

leggi qui intervento completo

https://www.abi.it/DOC_ABI/Organi/Assemblea/2021ABI_RelazionePresidente.pdf