di Piergiorgio Giuliani, vice direttore PLTV

La trasmissione “Fuori dal coro” ormai da parecchi mesi parla di abitazioni occupate abusivamente e che per inerzia di chi dovrebbe occuparsene, oppure per leggi approvate dal precedente Governo, non vengono liberati a favore dei legittimi proprietari se non con tempi biblici. Tutto questo si traduce in un ulteriore disincentivo ad investire nel cosiddetto “mattone”.

Per gli italiani la casa è sempre stato l’investimento per eccellenza, soprattutto nei momenti di tassi bassi. Ora anche questo problema si aggiunge a quelli generati da una elevata tassazione sugli immobili e sulla paura di eventuali “patrimoniali”. A tutto ciò si sommano gli oneri sulle bollette energetiche che hanno un costo elevato anche senza consumi, gli oneri per la raccolta dei rifiuti, le spese condominiali e le spese legali. Si stima, infatti, che per liberare un immobile sia necessario spendere dai 2000 ai 4000 euro di spese legali. Ovviamente l’occupante non pagherà in quel periodo il canone di locazione.

Una ricerca pre pandemia stimava che fossero necessari dai 12 ai 18 mesi per riavere l’immobile: quindi 12/18 mensilità non incassate.

Per il sistema bancario tutto ciò rappresenta un problema: si stipulano meno mutui, talvolta le rate non vengono pagate e la liquidità dei proprietari di immobili diminuisce.

Circa le disfunzioni del sistema degli sfratti nulla si può aggiungere rispetto a quanto riportato nella trasmissione televisiva, mentre per quanto riguarda la legge che blocca gli sfratti, ho chiesto, e riporto, una relazione all’avvocato Paola Di Chito specializzata sul problema.

Buona lettura…

BLOCCO DEGLI SFRATTI 

a cura dell’avvocato Paola Di Chito

La Corte Costituzionale, con Comunicato Stampa del 20 ottobre 2021, ritiene legittimo il blocco degli sfratti al 30 settembre e al 31 dicembre 2021 a seconda della data di rilascio prevista dal decreto Sostegno 1.

Più precisamente, dichiara non fondate le censure sulla proroga del blocco degli sfratti.

“La Corte costituzionale ha esaminato le questioni sollevate dai Tribunali di Trieste e Savona sulla legittimità costituzionale delle norme (art. 13, comma 13, del dl n. 183/2020 e articolo 40-quater del dl n. 41/2021, entrambi convertiti in legge) che hanno prorogato, per alcuni provvedimenti di rilascio di immobili, la sospensione disposta a causa dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.

In attesa del deposito della Sentenza, l’Ufficio stampa fa sapere che la Corte ha ritenuto non fondate le censure.

La Corte ha osservato, in particolare, che il legislatore ha progressivamente ridotto, con l’attenuarsi della pandemia, l’ambito di applicazione della sospensione, destinata comunque a cessare il 31 dicembre 2021”.

Il decreto Sostegni 1 D.L. 41/2021 convertito in Legge n. 69 in vigore da maggio 2021 ha previsto all’art. 40-quater una ulteriore proroga della sospensione dell’esecuzione dei provvedimenti di rilascio degli immobili, anche ad uso non abitativo:

a) fino al 30 settembre 2021per i provvedimenti di rilascio adottati dal 28 febbraio 2020 al 30 settembre 2020;

b) fino al 31 dicembre 2021 per i provvedimenti di rilascio adottati dal 01 ottobre 2020 al 30 giugno 2021.

Rimaneva esclusa l’esecuzione degli sfratti per finita locazione.

Si è trattato di una ulteriore proroga rispetto a quella introdotta con il decreto Milleproroghe (D.L. 31.12.2020 n. 183) convertito in Legge n. 21 del 26 febbraio 2021 pubblicata in Gazzetta n. 51 del 01.03.2021 che aveva previsto la proroga degli sfratti fino al 30 giugno 2021.

Più precisamente aveva previsto:

-la proroga fino al 30 giugno 2021 della sospensione dell’esecuzione dei provvedimenti di rilascio degli immobili per mancato pagamento del canone alle scadenze (sfratto per morosità), nonché di rilascio dell’immobile venduto, relativamente ad immobili pignorati abitati dal debitore esecutato e dai suoi familiari;

-la proroga al 30 giugno 2021 della sospensione delle procedure esecutive immobiliari aventi ad oggetto l’abitazione principale del debitore.

L’unica norma di giustizia per i proprietari inserita è stata quella che sui canoni non incassati si possono non pagare le imposte e l’Imu per il quale, come previsto dal decreto Sostegni bis, è possibile richiedere il rimborso della rata pagata a giugno 2021.

Ricordo che il Decreto Cura Italia aveva previsto la sospensione fino al 30 agosto 2020 delle procedure di esecuzione degli sfratti e il Decreto Rilancio, a causa del protrarsi della crisi per famiglie e aziende aveva ulteriormente spostato la sospensione degli sfratti fino al 31 dicembre 2020.

Il decreto con le norme anti-Covid in vigore per gestire la pandemia scade al 31 dicembre 2021.

Il Governo inizia quindi ad ipotizzare come procedere, a partire dal 2022, con la campagna vaccinale ancora in corso e con l’occhio attento all’andamento dei contagi.

Tra le ipotesi c’è la possibile proroga dello stato di emergenza fino a marzo 2022.

E’ auspicabile che gli interventi del Governo non vadano ad incidere ulteriormente sul blocco degli sfratti, ormai congelati da due anni.

Se ciò dovesse avvenire sarebbe necessario prendere in considerazione le esigenze dei proprietari e non solo quelle degli inquilini, così come accaduto fino ad ora, prevedendo non solo risparmi fiscali ma riconoscendo agli stessi un equo indennizzo.

Alla prossima!