di Piergiorgio Giuliani, vice direttore PLTV

La stagflazione è la definizione, in economia, di una situazione in cui si ha una elevata inflazione accompagnata da una crescita del PIL bassa o nulla (stagnazione).

La contemporanea presenza di inflazione e stagnazione, quando si verificò per la prima volta, mise in crisi lo schema di politica economica prevalente, incentrato sulla curva di Phillips, secondo cui una maggiore inflazione è associata a un minore tasso di disoccupazione, e quindi a una maggiore crescita economica. Tale fenomeno era in contrasto anche con le posizioni degli economisti keynesiani.

La prima volta che si parlò di stagflazione fu all’inizio degli anni 1970, a seguito del primo aumento, deciso dall’OPEC, del prezzo del petrolio. Il conseguente incremento dei costi di produzione in tutti i processi utilizzatori del petrolio e quello dei prezzi al consumo legati al petrolio stesso, a partire dalla benzina, provocarono una caduta della domanda aggregata, con conseguenti effetti negativi sulla crescita economica. Al rialzo dei prezzi del petrolio si unirono quelli delle altre materie prime e si verificò poi un aumento persistente del livello generale dei prezzi, e dunque elevata inflazione.

Questa situazione creò non poche difficoltà ai Paesi coinvolti, tra cui l’Italia, e ci vollero parecchi anni per ritornare ad una situazione di normalità. Anni caratterizzati da grandi difficoltà per i politici e, soprattutto, per i cittadini: domeniche a piedi, negozi chiusi alle 19, insegne spente, spettacoli non oltre le 22, riscaldamento entro i 21 gradi (al tempo mediamente il riscaldamento in casa era a 23 gradi), limiti di velocità. La benzina schizzò da 150 a 200 lire al litro, ma di lì a poco il prezzo sarebbe addirittura quadruplicato.

Era il 1973 e a capo del Governo c’era Mariano Rumor. Al tempo tutto era cominciato con una guerra: poco più di un mese prima di quelle severe restrizioni varate a notte fonda, un fronte di paesi arabi aveva attaccato Israele.

Se cambiamo le date, i prezzi e i paesi coinvolti in guerra, quello che ho riportato sopra è esattamente ciò che sta succedendo adesso.

Cicerone pronunciò la celebre frase “mala tempora currunt sed peiora parantur”: corrono tempi cattivi ma si preparano tempi peggiori.

Probabilmente tutti ricordano solo la prima parte della frase, purtroppo vi è anche la seconda parte: si preparano tempi peggiori.

Il governo Rumor era un governo preparato, competente, autorevole nei confronti dei cittadini e dei Paesi esteri. Ministro degli Esteri era Aldo Moro.

Oggi siamo un paese già provato dalla pandemia ed è importante prendere velocemente decisioni, lasciando perdere frasi del tipo “stiamo valutando se…”. Nel tempo che qualcuno compie queste valutazioni l’economia si sgretola, ogni giorno che passa non solo è un giorno perduto, ma un giorno che peggiora la situazione economica.

Intanto vanno presi subito provvedimenti tattici come, ad esempio, ridurre di almeno un grado la temperatura di case e uffici; autorizzare immediatamente la messa in produzione dei campi eolici e fotovoltaici già terminati e che aspettano l’ultima approvazione; emanare un provvedimento per il quale le opere di interesse nazionale, una volta autorizzate dal ministero competente, non necessitino di altre approvazioni o visti e vadano subito in realizzazione; aumentare l’estrazione del metano di “casa nostra”; aumentare le superfici coltivabili, tralasciando quote varie; riaprire le centrali a carbone; ridurre per le attività produttive il costo dell’energia, di benzina e di gasolio: i privati possono utilizzare di meno l’autovettura, le aziende no.

Provvedimenti semplici, efficaci e di immediata esecuzione: se il Governo si riuniva per decidere se mettere la mascherina all’aperto oppure no, può riunirsi per prendere queste semplici decisioni.

E qui mi fermo, non sono un politico, ma qualcosa di economia ne capisco. Permettetemi solo di riprendere il mio solito appello: possiamo immediatamente operare concretamente, senza la necessità di leggi ad hoc,  comprando beni italiani, prodotti da aziende che pagano le tasse in Italia, andando in ferie in Italia che ha mare, monti, laghi,  storia e il divertimento impagabili e, infine,  utilizzando aziende di consulenza italiane: costano meno e sono migliori.

Alla prossima.