a cura di Antonello Scarlatella, agente in attività finanziaria

 

Con i Decreti Legge 17 marzo 2020 n. 18 e 6 aprile 2020 n. 23 il Governo è intervenuto al fine di sostenere l’economia del Paese nel tentativo di fornire alle imprese strumenti per fronteggiare le conseguenze sul piano finanziario dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 il decreto meglio identificato come CURA ITALIA non esclude di fatto nessuno quindi doveva superare i vizi di forma del Fondo Centrale di Garanzia che esclude invece comparti economici dal beneficio.

Cosa invece è accaduto.

De facto il Fondo Centrale di Garanzia per un “vizio di forma” esclude comparti economici dall’emissione della garanzia tra cui tutti coloro che sono identificati con il codice ateco “K”  nella fatti specie:

Codice ateco 64: Attività di servizi finanziari escluse le assicurazioni e fondi pensione

Codice ateco 65: Attività di assicurazioni e riassicurazioni fondi pensione

Codice ateco 66: Attività ausiliarie dei servizi finanziari e delle attività assicurative.

In un secondo momento grazie alla proposta emendativa 13.183 atto camera dei deputati 2461 viene invece concesso il beneficio della garanzia agli agenti assicurativi, sub agenti e broker.

In buona sostanza vengono estrapolati dal codice ateco  “K” gli assicuratori,  lasciando senza diritto di beneficio gli agenti in attività finanziaria e i mediatori creditizi creando per questo comparto un GRAVISSIMO ATTO DISCRIMINATORIO.

A seguito di tutto ciò l’Onorevole Antonio Tasso si rende promotore di un successivo emendamento il 55.01 che un primo momento viene approvato, successivamente però in commissione bilancio è stato fatto decadere visto il parere contrario sia della maggioranze della commissione che del Governo.

Vi è da rimanere basiti. Il Governo fa un decreto dove nessuno deve essere escluso dagli aiuti e poi esclude di fatto il nostro comparto.

Se questo non è atto discriminatorio qualcuno mi dicesse come vuole chiamarlo.

Perché gli assicuratori sono rientrati nel beneficio e gli agenti no? Semplice loro sono rappresentati, noi siamo figli di nessuno.

Siamo carenti in rappresentatività di alto spessore culturale, che si ispiri a principi etici e che crei potere concertativo sia a livello istituzionale che con i nostri regolatori.

In tanti anni non siamo riusciti a costituire una valida associazione sindacale a tutela dei nostri diritti e degli ormai annosi problemi che affliggono la nostra categoria, quindi la morale politica nel caso specifico è:

“Perché sprecare fondi per aiutare i figli di nessuno?  Meglio non allargare la platea dei beneficiari al fine di non dover rifinanziare il fondo nazionale di garanzia. Tanto Agenti i attività finanziaria e mediatori creditizi sono nessuno, non hanno nessuno che possa perorare la loro causa e i loro diritti.”

Nel caso specifico a me da impressione che apparati dello “Stato” abbiano chiesto esplicitamente alle associazioni di non prendere posizione al fine di far accedere anche agenti e mediatori alla garanzia 100%.

Io non posso credere che nel panorama delle associazioni di categoria esistenti nessuno abbia preso posizione con la politica se non con l’invio di qualche lettera.

La nostra categoria ha altresì bisogni di vera e valida rappresentanza sindacale che tuteli i nostri diritti spesso anche nei confronti di mandatarie che ci ingannano in progetti inesistenti creando gravi danni alla nostra professione ed alla nostra immagine di professionisti del credito e vi garantisco che i casi non sono pochi.

Non è finita qui. Abbiamo perso la battaglia ma non la guerra , l’Onorevole Antonio Tasso ha presentato mercoledì 1^ luglio un nuovo emendamento  per il D.L. 33/2020 e continuerà a presentarlo,  auguriamoci che qualcuno lo aiuti in questa “battaglia” che sta conducendo da solo senza l’appoggio di nessuna associazione di categoria,  senza alcun interesse personale ma solo spinto da un forte spirito di abnegazione nel risolvere questo increscioso CASO DI PURA DISCRIMINAZIONE nei confronti della nostra categoria.

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