PLTV riporta articolo di Federica Pezzatti – Plus Il Sole 24 Ore del 19 dicembre

Annunciato da anni sta per vedere la luce anche l’AAS.

Si chiamerà infatti così il nuovo Arbitro Assicurativo che si occuperà della risoluzione stragiudiziale delle controversie nel settore delle polizze. Un settore che dà origine da anni ad un enorme contenzioso giudiziario. Solo per l’Rc auto e natanti a fine 2019 risultano pendenti complessivamente 221.453 cause civili e penali, un dato che, seppure in diminuzione del 4% rispetto al 2018 e del 27% rispetto al 2010, resta sempre molto alto. Ma vi sono anche molte cause riguardanti contratti Vita per i quali sta cominciando ad aumentare il numero dei reclami. Finalmente dunque anche gli assicurati potranno fare valere i propri diritti senza l’intervento degli avvocati e con costi light, soprattutto in tempi rapidi rispetto a quelli della giustizia.

Il debutto dell’AAS era stato annunciato per il 2020, tuttavia a questo punto pare che questo termine non verrà rispettato. Tecnicamente per il via manca tra l’altro ancora il Regolamento interministeriale (da emanarsi dal Ministero dello sviluppo economico, di concerto con il Ministero della Giustizia) che è ancora in fase di definizione per poi andare in pubblica consultazione. Durante questi mesi di attesa Ivass ha collaborato con entrambi i Ministeri e resta in attesa della finalizzazione dell’iter.

Processo digitalizzato

L’infrastruttura informatica è già pronta. Da Ivass spiegano a Plus24 che sono stati creati un sistema informatico ed un sito internet dedicato all’arbitro assicurativo che consentirà di interagire con la clientela, le imprese e gli intermediari. «È stato un grande impegno ma siamo molto soddisfatti del risultato – spiegano dall’Authority –. E altra cosa importante, l’intero processo del ricorso all’Arbitro Assicurativo sarà digitalizzato, con benefici in termini di tempo ed efficienza dell’iter».

Il sito internet riservato all’Arbitro Assicurativo, distinto da quello di Ivass, renderà disponibili al cittadino tutte le informazioni utili a guidarlo nel processo di inoltre del ricorso, consentendo di caricare quest’ultimo e seguire l’iter procedurale fino alla pubblicazione delle pronunce e degli eventuali inadempimenti. E c’è da sperare, visto l’elevato impatto del settore sui tribunali, che il numero delle compagnie inadempienti resti minimo.

In occasione del recente riassetto organizzativo, sono state previste unità cui attribuire i compiti di Segreteria Tecnica dell’Arbitro Assicurativo, nell’ambito del nuovo Servizio Tutela del Consumatore presieduto da Maria Luisa Cavina.

Sono già state assunte, con concorso pubblico, 15 risorse con profilo giuridico che, in attesa dell’avvio dell’Arbitro, stanno svolgendo un programma di formazione interna. In particolare, si stanno formando sulla gestione dei reclami presentati all’Ivass (si veda grafico in pagina), su tematiche affini a quelle di cui si occuperà il nuovo sistema di risoluzione delle controversie assicurative. La sede sarà a Roma e il collegio arbitrale sarà formato da cinque componenti tra i quali verrà identificato un presidente. Tutti i componenti dovranno rispettare stringenti requisiti di onorabilità e professionalità

Di cosa si occuperà

Ma veniamo al sodo. Ossia al perimetro delle competenze. L’Arbitro potrà essere chiamato a decidere su un ampio ventaglio di controversie, attinenti ai rami vita e danni, alla fase contrattuale (interpretazione delle clausole), alla distribuzione del prodotto (informativa precontrattuale e di trasparenza, regole di condotta) ed alla fase liquidativa (ritardo nella liquidazione). L’Aas si occuperà delle controversie relative alle prestazioni e ai servizi assicurativi derivanti dai contratti di assicurazione di tutti i rami. Anche la Rc Auto e la Rc medica (dove i reclami sono in aumento) sarà oggetto di valutazione dell’Aas, sia sotto il profilo della interpretazione del contratto sia della valutazione del danno, entro limiti di importo che verranno individuati nel Regolamento ministeriale.

Come gli altri arbitri di settore (l’Abf e l’Acf) l’Aas non potrà condurre accertamenti istruttori autonomi (come assumere dichiarazioni testimoniali o disporre una perizia tecnica), in considerazione delle esigenze di celerità e speditezza procedimentale e data la natura sommaria della cognizione stragiudiziale resa da tali arbitri. Le decisioni si baseranno, pertanto, solo sulla documentazione prodotta dalla clientela, dall’impresa e dall’intermediario nel corso dell’istruttoria.

Allora non resta che aspettare di poter dare finalmente il benvenuto al nuovo Arbitro.

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