Il margine di interesse di Unicredit è diminuito nel secondo trimestre 2020 a causa della pressione sui tassi dei finanziamenti alla clientela, derivante dai tagli degli stessi nella CEE e negli USA, oltre che a causa degli effetti del business mix come conseguenza di un approccio di Gruppo conservativo che implica una posizione cauta sul credito al consumo, antecedente al periodo pre-pandemia. Le commissioni hanno mostrato iniziali segnali di ripresa verso la fine del trimestre, con le commissioni totali per CB Germany, CB Austria e CB Italy, al pari delle commissioni su investimenti di Gruppo, in rialzo a giugno rispetto allo stesso mese del 2019.

Durante il secondo trimestre, UniCredit ha continuato a fare la propria parte nel sostenere l’economia, erogando €35 mld di finanziamenti in moratoria mantenendo nel contempo un approccio disciplinato al rischio, con il 71 per cento dei finanziamenti investment grade nel Commercial Banking Italy. I volumi totali della moratoria si stanno stabilizzando, mentre i volumi con garanzia statale sono in costante crescita, con €7 mld concessi.

I proventi da attività di negoziazione della clientela (escluse XVA6) sono aumentati fortemente grazie a una maggiore attività nei certificati e nel fixed income, mentre i proventi da attività di negoziazione non della clientela sono aumentati principalmente grazie alla tesoreria trim/trim. I ricavi da dividendi sono diminuiti in modo significativo, in linea con la riduzione delle partecipazioni come Mediobanca e Yapi Kredi a/a.

La trasformazione digitale del Gruppo, che rientra nel piano complessivo Team 23, è rimasta una delle principali priorità durante il periodo con focus sul miglioramento dell’esperienza del cliente e sulla realizzazione di una maggiore produttività, attraverso l’accelerazione della digitalizzazione e le iniziative di remote banking.

I costi operativi sono diminuiti leggermente anno su anno, e del 2,0 per cento trimestre su trimestre principalmente grazie alla continua disciplina sui costi, che ha più che compensato le spese correlate al Covid-19 nel 2trim20. Tutti i costi correlati al Covid-19 per il FY20 saranno assorbiti dai risparmi del Gruppo, compresa la remunerazione variabile.

Di conseguenza, UniCredit ha registrato un utile netto sottostante di €0,5 mld, grazie ai minori accantonamenti dopo le svalutazioni del primo trimestre a seguito dell’aggiornamento dello scenario macroeconomico IFRS9 e della contabilizzazione della maggioranza degli oneri annuali sistemici nel 1trim20.

Grazie al successo di Transform 2019, UniCredit ha significativamente rafforzato e reso meno rischioso il bilancio. La banca ha un CET1 capital ratio fully loaded molto solido al 13,85 per cento. Il CET1 MDA buffer fully loaded è cresciuto a 481 pb1 nel 2trim20 di 44 pb.

Il Gruppo è fermamente impegnato nella sua disciplinata concessione del credito e nella gestione proattiva delle esposizioni deteriorate. Il rapporto di copertura degli NPE lordi di Gruppo è il migliore ed è ora pari al 62,7 per cento. Il rundown del portafoglio Non Core, in programma nel 2021, prosegue perfettamente in linea con i tempi previsti, con cessioni per €0,9 mld nel corso del secondo trimestre malgrado il Covid-19. Il rapporto tra crediti deteriorati lordi e totale crediti lordi di Gruppo esclusa la Non Core, al 3,4 per cento, si conferma vicino alla media delle banche europee.