PLTV riporta articolo di Gianfranco Ursino, Il Sole 24 Ore del 2 gennaio 2021

La crisi smuove solo in minima parte la sensibilità degli Organismi che vigilano sull’operato delle varie figure professionali che ruotano attorno al mondo della finanza.

Nel definire i contributi annuali di vigilanza che i consulenti finanziari, gli intermediari creditizi, gli agenti e i broker assicurativi devono pagare per mantenere l’iscrizione alle loro rispettive sezioni dei vari Albi, le authority hanno previsto nella migliore delle ipotesi solo una riduzione minima della quota associativa.

Lo sforzo maggiore è stato compiuto dall’OAM (Organismo di vigilanza degli intermediari creditizi) che è arrivato a concedere una riduzione del 31% agli agenti in attività finanziaria con un contributo annuale che per il 2021 scende a 110 euro rispetto ai 160 del 2020. Uno sconto che scende via via fino a ridursi al 15% per le società di capitali e le società di persona, che per il 2021 pagheranno rispettivamente un contributo fisso di 1700 e 850 euro, oltre la quota variabile definita in 60 euro per ogni dipendente e collaboratore solo per le società di capitale. Idem per le società di mediazione creditizia.

Le associazioni di categoria degli intermediari creditizi auspicavano sconti ben più consistenti, almeno del 50%, ma a vedere le decisioni delle altre authority è proprio il caso di dire ”poco è meglio di niente”.

L’OCF, organismo di vigilanza delle diverse categorie di consulenti finanziari, per il 2021 ha confermato le quote annuali del 2020: ovvero 3mila euro per le società di consulenza finanziaria, 185 euro per i consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede che operano con un mandato per conto di una banca e 500 euro per i consulenti finanziari autonomi. Quote che per le due categorie di persone fisiche in entrambi i casi sono dimezzate per il 2021, rispettivamente a 92 e 250 euro, ma solo per i giovani under 30 che hanno superato la prova valutativa per l’iscrizione all’Albo nel 2020. Un’attenzione ai giovani che al momento l’Ivass e il Mef non hanno avuto per gli intermediari assicurativi. In questo caso la misura del contributo annuale per l’iscrizione al Rui (registro unico degli intermediari assicurativi) non viene stabilita in anticipo, ma durante l’anno di riferimento.

L’11 agosto scorso è stata deliberata la conferma per il 2020 dei contributi di vigilanza dell’anno precedente: 47 euro per i broker e gli agenti di assicurazione persone fisiche e 270 euro per le persone giuridiche. Eppure ad agosto i contraccolpi della pandemia avevano già prodotto i loro effetti negativi sull’attività degli intermediari assicurativi. In questo caso, però, Ivass e Mef hanno ancora tempo per correre ai ripari e deliberare l’azzeramento o quantomeno uno sconto consistente del contributo di vigilanza per il 2021.