Il Consiglio di Amministrazione della Banca Popolare del Lazio ha approvato la prima Relazione semestrale consolidata al 30 giugno 2021 dopo la nota operazione di ristrutturazione del gruppo avviata all’inizio dell’anno, rilevando risultati ampiamente positivi per il Gruppo, sia dal lato patrimoniale che economico.

Il quadro congiunturale evidenzia ancora uno scenario incerto, dovuto alla persistente emergenza sanitaria, che grazie alla forte campagna vaccinale dovrebbe ridurre i propri effetti nel prossimo futuro. A questo si aggiunge il basso livello dei tassi d’interesse, che contribuisce a rendere lo scenario ancora più difficoltoso, in particolare per le banche con un modello di business tradizionale come il nostro gruppo.

Il risultato netto di periodo rileva un utile di € 10,4 milioni, con un incremento di 9 milioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tale importante risultato beneficia anche della prudente politica degli accantonamenti effettuata lo scorso che ha permesso di anticipare gli effetti dell’emergenza sanitaria sul comparto dei crediti, in particolare sui crediti performing.

Nonostante il difficile contesto di riferimento, in raffronto ai dati di fine dicembre scorso, il Gruppo da un punto di vista patrimoniale registra un incremento dei crediti verso clientela, in particolare nelle forme tecniche dei finanziamenti CQS, dei prestiti chirografari e dei mutui ipotecari. In aumento anche il dato della raccolta nelle forme tecniche tradizionali, in particolare dei c/c, mentre prosegue la contrazione della componente obbligazionaria, in linea con i dati di sistema. In significativo incremento anche la raccolta bancaria dovuta alla partecipazione alle aste della TLTR03 effettuate a condizioni particolarmente favorevoli.

L’analisi delle singole componenti economiche rileva un margine d’intermediazione in crescita. In particolare, il margine d’interesse risulta in incremento, come anche la componente commissionale e il comparto finanziario.
Dal lato dei costi si rileva un incremento dei costi operativi. Tale incremento è da considerare in stretta correlazione con la fase iniziale della ristrutturazione del Gruppo.

Per quanto concerne il rischio di credito in confronto con lo scorso anno si rileva una diminuzione dei crediti deteriorati, in particolare le inadempienze probabili (-17,75%) e le sofferenze (-5,67%) evidenziano significative dinamiche in diminuzione. Per effetto di tali andamenti combinati con l’incremento degli impieghi economici, il tasso di deterioramento (NPL ratio) si è attestato al di sotto della soglia del 9%, esattamente all’8,88%, contro l’11,15% dello scorso anno.

Anche in relazione alla copertura del rischio di perdite sui crediti deteriorati si è intervenuti con adeguate svalutazioni, portando il coverage ratio complessivo dal 52,51% di fine 2020 al 56,98% attuale.
Come anche le rettifiche operate sui crediti performing evidenziano un livello di copertura del rischio che si attesta allo 0,89%. Si evidenzia che il sistema bancario a dicembre 2020 rileva una copertura dei crediti in bonis pari allo 0,6 %.

 

La raccolta diretta da clientela si attesta a € 2.272 milioni, e registra un incremento rispetto al dicembre scorso di € 151 milioni, pari al 7,13%.

La raccolta indiretta si attesta a € 1.178 milioni, con una variazione positiva di € 99 milioni rispetto ai dati di fine dicembre scorso (+9,22%).

Gli impieghi economici lordi a clientela ammontano a € 1.936 milioni e incrementano di € 217 milioni rispetto alla fine 2020 (+12,64%).

Con riguardo agli aggregati economici, il margine d’intermediazione si attesta a € 56,6 milioni, con un incremento di € 7,9 milioni (+16,34%) rispetto al dato di fine giugno 2020. All’interno, si registra l’incremento della componente del margine d’interesse (+5,34%), e dei servizi (+11,41%). I costi operativi incrementano di € 3,3 milioni.

In conclusione, si può sintetizzare che il semestre da un punto di vista gestionale è stato sicuramente positivo, con riferimento sia alla produttività sia dell’economicità della Gruppo, evidenziando i primi effetti postivi della complessa ristrutturazione del Gruppo avviata all’inizio dell’anno.