Piergiorgio Giuliani, nominato recentemente vice direttore PLTV, presenta il suo primo articolo.

Si è concluso domenica scorsa il “Festival dell’Economia di Trento”. Dal 3 al 6 giugno economisti, giornalisti, imprenditori e politici hanno discusso del futuro dell’economia.

Alcuni dei grandi temi trattati hanno riguardato la scelta su quale modello di Stato vogliamo, dove Thomas Piketty, premiato nel 2002 come miglior giovane economista di Francia, ha enfatizzato la redistribuzione del reddito e della ricchezza, mentre Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia, ha ricordato come già adesso lo Stato italiano produca il 45% del PIL e che la pandemia ha accelerato il cambiamento generale in atto e ci obbligherà a scelte che dovranno essere guidate dallo Stato.

Il convegno ha trattato temi di alto livello e fra le righe ha delineato quale sarà il futuro che ci attende.

In ogni caso, anche prima del Festival di Trento, Mario Draghi aveva già puntualizzato che la ripresa doveva passare dal sostegno da limitarsi alle aziende che hanno possibilità di superare la crisi, abbandonando al loro destino quelle che non avevano tale possibilità.

In sostanza il sistema bancario si troverà a dover far fronte alle sofferenze che, dopo il periodo di “moratoria” imposto dal blocco delle rate dei mutui e degli affidamenti, le aziende marginali produrranno.

Tutte le riflessioni hanno avuto come base l’efficienza marginale del capitale: sia quelle riguardanti le aree territoriali in cui investire, sia le aziende da sostenere, che i settori da sviluppare per il futuro.

Per trattare in maniera esaustiva tali argomenti si procederà con una serie di articoli monotematici, con temi concreti ed operativi in una visione di breve e medio periodo.

Per iniziare affronterò nel prossimo articolo il tema della comunicazione, di come questa sia cambiata e di come molte banche, assicurazioni e finanziarie non se ne siano ancora rese conto.

Oggi mi limiterò ad enunciare alcuni dati che porteranno a comprendere perché la comunicazione debba essere cambiata per adeguarsi ai tempi.

Ad oggi i Giovani trascorrono il 25% del loro tempo sui Social. Il linguaggio che parlano e comprendono è quello di internet, non quello dei libri o dei giornali.

I Giovani sono per ora clienti marginali, ma fra qualche anno saranno i clienti core di banche, assicurazioni e finanziarie.

Già adesso i telegiornali hanno modificato in questo senso la loro comunicazione, portando quindi a parlare in modo “nuovo” anche le persone non più giovani.

Non ce ne accorgiamo ma questo cambiamento ha portato effetti concreti: le banche tradizionali hanno un turnover di clienti mediamente del 12%, mentre le banche virtuali del solo 6%: la metà.

Il canale distributivo nel comparto assicurativo che aumenta i volumi in percentuale maggiore non è più quello tradizionale delle Agenzie, ma il canale bancario e quello internet.

Non è solo un problema di canale distributivo o di struttura aziendale: è un problema di comunicazione fra azienda e cliente, una tematica fondamentale e che verrà affrontata la prossima settimana.