La fiammata dell’aumento delle materie prime, della guerra e delle fonti energetiche si sta spegnendo. Sarà necessario fare attenzione in estate, perché è vero che il prezzo del gas è sceso in maniera significativa, ma solo perché le scorte sono piene e se ne sta comprando di meno: una volta che l’inverno avrà colpito veramente, e se la produzione resterà alta, allora gli acquisti importanti del gas ricominceranno e il prezzo tornerà a salire“.

Il vicedirettore di PLTV Piergiorgio Giuliani a tutto campo sugli argomenti di stringente attualità per il mercato creditizio e assicurativo, legati in particolare all’inflazione e alle prospettive di nuovi rialzi dei tassi di interesse. Più che dalla stretta monetaria – la cui stabilizzazione “dipende dalle scelte politiche: finché durerà la guerra e la Russia sarà sotto embarghi vari, la situazione resta estremamente complessa” – Giuliani resta preoccupato dal tapering, cioè la diminuzione del quantitative easing, e da una eventuale riduzione di titoli comprati dalla Banca centrale: “Le aziende hanno bisogno ancora di liquidità, lo stesso le famiglie. La Bce cerca di bilanciare gli investimenti e la liquidità fatti col New Generation EU. Non mi sembra che l’equilibrio tentato, almeno per l’Italia, generi benessere”.

In questo contesto “le famiglie che possono continueranno a diminuire i risparmi, le altre scivoleranno verso la povertà. Mentre le aziende, per restare competitive, necessitano di più finanziamenti che, diventando più cari, contribuiranno ad aumentare l’inflazione”. Per quanto riguarda le polizze assicurative non obbligatorie, come danni o sanitarie, le compagnie “dovranno studiare nuovi prodotti entry level che limitino la ripetitività dei sinistri ma vadano a coprire i bisogni importanti. Ma anche i prodotti più costosi dovranno essere ripensati alla luce del progressivo deteriorarsi della sanità pubblica”.

Tra i tanti argomenti affrontati insieme al nostro chief editor, Giuseppe Gaetano, anche il nuovo Bonus 90%: “Una toppa a una falla pericolosissima per la navigazione della nave Italia – sentenzia Giuliani -. Il 110% è stato un provvedimento sbagliato: l’edilizia genera un Pil conveniente quando assieme alle costruzioni aumentano le vendite collegate all’indotto: mobili, lampade, elettrodomestici, tovagliato. Anche le seconde case vengono arredate. Impiegare più risorse dello stato, rispetto a quelle spese per non alimentare anche questo mercato collegato, è stato un errore gravissimo”.