PLTV riporta articolo da Plus Il Sole 24 Ore a cura di Gianfranco Ursino del 1 febbraio 2020

L’iniziativa è unica nel suo genere. Per la prima volta un operatore privato istituisce un fondo per agevolare la concessione di finanziamenti alle famiglie per l’acquisto di una casa.

Rubinetti chiusi

In un contesto in cui i tassi di interesse sono ridotti da anni ai minimi termini, il margine di intermediazione per il sistema bancario si è praticamente azzerato e le banche non guadagnano più dalla concessione di un finanziamento, anzi rischiano concretamente di rimetterci. Il costo del rischio diventa quindi un elemento di massima attenzione per gli istituti di credito: eventuali pratiche in default inciderebbero infatti in maniera sostanziale sui loro bilanci e le banche guardano con maggiore attenzione la situazione finanziaria di chi richiede un prestito prima di concederlo. Se il pagamento delle rate non dovesse essere rispettato anche solo da pochi mutuatari, l’attività di finanziamento rischia di diventare un’operazione a perdere per il sistema creditizio.

Le banche tendono quindi a chiudere i rubinetti e non concedere finanziamenti. Una situazione paradossale considerando che le famiglie in questa fase hanno un enorme potere di acquisto, con la rata del mutuo molto più bassa del corrispettivo canone di affitto. E se le banche non concedono finanzimanti anche i mediatori creditizi rischiano di veder svanire il loro business, già messo a repentaglio dagli effetti della recente sentenza “Lexitor” della Corte di Giustizia Europea.

Iniziativa privata

Per dare maggiori garanzie al sistema bancario dal prossimo mese di marzo Euroansa (terza società del mercato della mediazione creditizia) costituisce volontariamente un fondo chiuso di garanzia di 2 milioni di euro, che garantisce alle banche il pagamento delle prime 24 rate dei mutui sottoscritti con clienti presentati allo sportello da Euroansa. Una dotazione significativa – seppur una tantum e ad esaurimento – considerando che per il Fondo pubblico di garanzia per la prima casa gestito da Consap è stata di recente confermata una dotazione per il 2020 pari a 10 milioni di euro. «Il nostro fondo è una garanzia aggiuntiva per la banca convenziata che da regolamento non avrà alcun onere o impegno particolare nei nostri confronti – spiega Ansano Cecchini, fondatore di Euroansa -. Stiamo per firmare la convenzione con diversi istituti bancari: da Bnl a Credit Agricole, a Banco Popolare e con le altre realtà con cui operiamo. Da oltre 5 anni prima di presentarle in banca sottoponiamo tutte le pratiche ad un controllo preventivo che viene svolto da una società terza, Genio Diligence Spa, che certifica la veridicità della documentazione presentata, azzerando di fatto il rischio operativo della banca».

Quando interviene il fondo

La banca potrà attingere alla dotazione del fondo se il mutuatario persona fisica presentato da Euroansa, si renderà inadempiente nel pagamento di una o più rate nel periodo di 24 mesi dalla data di erogazione del finanziamento. Inoltre, come previsto dal regolamento del fondo, il pagamento è gestito da Euroansa con una logica temporale su richiesta della banca che deve aver comunque avviato entro 4 anni dalla data di erogazione del finanziamento la procedura giudiziaria di recupero del credito e sia stato, nello specifico, notificato al mutuatario il pignoramento. E per chi potrebbe obiettare che il periodo temporale di due anni è fisiologicamente la fase in cui il debitore regge meglio un mutuo, Cecchini replica affermando che «in genere si presume che dopo 24 mesi il cliente sia abituato a pagare le rate. Successivamente ci vuole una causa esterna particolare per non ottemperare al pagamento delle rate: dalla perdita del lavoro alla malattia. Rischi che in genere vengono per di più coperti con una polizza assicurativa. Ma con la copertura dei primi 24 mesi il nostro fondo consente alla banca di azzerare il rischio di subire una frode. Le banche possono quindi aumentare la qualità del loro credito, diminuire i costi operativi e i costi legati alle pratiche in default nei primi 24 mesi, con conseguente aumento dei ricavi».

Con la costituzione del fondo Euroansa mira anche a responsabilizzare i collaboratori con un piano di stock grant che verranno assegnate a fine 2020 sul 30% del capitale: i collaboratori più meritevoli diventeranno quindi soci dell’azienda. «Come tutte le società lavoriamo per fare utili, ma oltre al guadagno guardiamo al benessere di tutti gli stakeholders con cui lavoriamo – afferma Cecchini -. Riteniamo che investire una parte del guadagno in favore della tutela della filiera sia un elemento innovativo, di forza e differenziazione sul mercato». Con il trascorrere del tempo, nei prossimi mesi ci sarà la possibilità di verificare se l’istituzione del fondo è una iniziativa efficace da replicare o solo una iniziativa promozionale.