Al 30 settembre 2021 il Gruppo MPS ha realizzato ricavi complessivi per 2.266 mln di euro, in crescita del 3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Tale dinamica è da ricondurre soprattutto alla crescita delle commissioni nette, principalmente per i maggiori proventi sulla gestione del risparmio e, in particolare, sul collocamento prodotti e alla crescita degli altri ricavi della gestione finanziaria.

L’utile di periodo al lordo delle imposte del Gruppo è stato pari a 356 mln di euro, rispetto al 30 settembre 2020, che aveva registrato un risultato negativo di 1.112 mln di euro.

Le imposte sul reddito dell’operatività corrente registrano un contributo positivo di 35 mln di euro (pari a -417 mln di euro al 30 settembre 2020) imputabile principalmente alla valutazione delle DTA.

Con riferimento ai redditi imponibili dei futuri esercizi, si segnala che la valutazione è stata determinata sulla base delle medesime proiezioni reddituali utilizzate per la Relazione Semestrale Consolidata del 2021. Le proiezioni reddituali incluse nel nuovo Piano Strategico 2021-2025, approvato dal Consiglio di amministrazione il 17 dicembre 2020, non sono state utilizzate essendo tale documento ancora al vaglio delle autorità competenti.

Considerando gli effetti netti della PPA (-2,7 mln di euro), l’utile consolidato del Gruppo ammonta a 388 mln di euro, a fronte di una perdita di -1.532 mln di euro conseguita nello stesso periodo del 2020. Il contributo del terzo trimestre 2021, pari a 186 mln di euro, è in miglioramento rispetto a quello del trimestre precedente, pari a 83 mln di euro.

I volumi di raccolta diretta si sono attestati a 92,9 mld di euro e risultano in calo di 1,1 mld di euro rispetto ai valori di fine giugno 2021.

Il decremento è imputabile principalmente alla flessione dei conti correnti (-3,0 mld di euro), guidata dalla prosecuzione delle azioni, poste in essere dalla Capogruppo, di ottimizzazione del costo del funding, solo in parte compensata dall’aumento dei PCT (+3,1 mld di euro), in relazione alla maggiore operatività di MPS Capital Services. In diminuzione i depositi vincolati (-0,5 mld di euro), le altre forme di raccolta (-0,5 mld di euro) e il comparto obbligazionario (-0,2 mld di euro).

Rispetto a fine dicembre 2020, l’aggregato risulta in calo di 10,8 mld di euro, con una flessione che caratterizza tutte le forme tecniche. In particolare, si registra un calo dei conti correnti (-2,8 mld di euro), dei depositi vincolati (-1,9 mld di euro) e delle altre forme di raccolta (-1,9 mld di euro). Si assiste, inoltre, ad una minore operatività in PCT (-2,5 mld di euro) e ad una riduzione del comparto obbligazionario (-1,7 mld di euro).

La raccolta indiretta si è attestata a 104,8 mld di euro, in crescita di 0,2 mld di euro rispetto al 30 giugno 2021 per l’effetto della crescita della componente del gestito (+0,3 mld di euro), che ha beneficiato di flussi netti positivi in parte compensati da un effetto mercato negativo; sostanzialmente stabile la componente dell’amministrato (-0,1 mld di euro).

Nel confronto con il 31 dicembre 2020 si assiste ad una crescita della raccolta indiretta di 2,7 mld di euro imputabile alla componente del risparmio gestito (+4,0 mld di euro), che ha beneficiato di flussi netti positivi e di un effetto mercato positivo. Risulta, invece, in calo la componente dell’amministrato (-1,3 mld di euro), in relazione a movimenti rilevati su un grande cliente, in parte compensati dall’effetto mercato positivo.

Al 30 settembre 2021 i finanziamenti clientela del Gruppo si sono attestati a 81,2 mld di euro, in lieve diminuzione rispetto a fine giugno 2021 (-0,2 mld di euro), per la minor operatività in PCT (-0,6 mld di euro), in parte compensata dall’aumento degli altri finanziamenti (+0,3 mld di euro). Sostanzialmente stabili le altre forme tecniche.