Il presente rapporto contiene i risultati del lavoro di un gruppo costituito nell’ambito di Assifact in collaborazione con l’Osservatorio Supply Chain Finance del Politecnico di Milano, con la supervisione dei membri del Comitato Esecutivo dell’Associazione (Fausto Galmarini – Presidente, Paolo Alfieri, Massimiliano Belingheri, Antonio De Martini, Roberto Fiorini, Gianluca Lauria, Paolo Licciardello, Alessandro Ricco, Gianluigi Riva), e coordinato dal Past President Rony Hamaui. Il lavoro presenta i contributi di Federico Caniato, Claudia Cervatti, Giorgio De Nova, Vittorio Giustiniani, Rony Hamaui, Andrea Monteverde e Diego Tavecchia.

I cambiamenti tecnologici che stanno portando il settore bancario a ripensare la propria offerta di servizi alla clientela e a confrontarsi con nuovi attori nel proprio ambiente competitivo impattano significativamente anche sul settore del factoring.

Il cd. FinTech, nell’ambito dei servizi per l’ottimizzazione del capitale circolante delle imprese, si basa sull’implementazione di piattaforme digitali a supporto della cessione del credito. Le piattaforme digitali agevolano lo sviluppo di nuove operatività, quali forme evolute di supply chain finance, digital factoring, invoice marketplace.

Tale forma di digitalizzazione consente lo sviluppo del settore lungo due direttrici prin- cipali:

  1. i)  l’investimento in digitalizzazione ed automazione dei processi da parte degli intermediari tradizionali;
  2. ii)  l’ingresso nel mercato di nuovi players basati su operatività completamente ed esclusivamente digitalizzata.

Riguardo ai nuovi operatori, il lavoro presenta una sintesi, con specifico focus sulle soluzioni per il working capital, di una ricerca svolta dall’Osservatorio Supply Chain Finance della School of Management del Politecnico di Milano sulle start-up FinTech, che pone in evidenza le iniziative più significative di applicazione del FinTech all’invoice finance, con soluzioni che vanno dalla comparazione delle offerte presenti sul mercato all’assunzione in proprio di rischi, fino a soluzioni disintermediate (es. dynamic discounting).

L’operatività digitale nel campo dell’invoice finance sembra fortemente orientata agli aspetti finanziari della cessione del credito, mentre gli aspetti gestionali tipici del factoring risultano in secondo piano o addirittura assenti. Ciò suggerisce che, al netto di un certo ambito di sovrapposizione, il FinTech possa rappresentare un elemento di disruption-integration più che di pura disruption del settore del factoring, aprendo la porta a nuove opportunità in termini di incremento della clientela servibile e accesso a forme di investimento a marginalità più elevate.

Tale attività deve peraltro svolgersi in conformità alle leggi che governano la cessione del credito: è pertanto necessario identificare correttamente le controparti del contratto e rileggere la normativa nella prospettiva della piattaforma digitale, al fine di verificare, per ciascuna delle operatività abilitate dalla piattaforma, che le modalità di cessione adottate risultino efficaci ed opponibili ai debitori e ai terzi, nonché per individuare le responsabilità del soggetto che offre la piattaforma.

La nascita di nuovi operatori e la digitalizzazione dei processi pongono nuove sfide non solo in termini di business ma anche di regolamentazione: quest’ultima gioca un ruolo centrale nella competizione a livello nazionale ed europeo. È pertanto opportuno che la regolamentazione tenga conto dell’evoluzione del mercato, adottando scelte normative ispirate ai principi di proporzionalità, level playing field e technology neutrality. Ciò deve peraltro accompagnarsi ad opportuni presidi in termini di tutela del risparmio e degli interessi della clientela, contrasto al riciclaggio e all’usura, da cui non sembra possibile esimere gli operatori FinTech.

Per gli operatori del factoring appare quindi cruciale la valorizzazione della componente di servizio del prodotto, come reale valore aggiunto nell’ambito di una soluzione che si propone come completa ed integrata a supporto del capitale circolante d’impresa. Appare inoltre opportuno esplorare e sfruttare le nuove opportunità di mercato abilitate dalle potenzialità del FinTech attraverso adeguati investimenti diretti nella tecnologia ovvero forme di partnership con gli operatori innovativi già presenti sul mercato.