di Piergiorgio Giuliani, vice direttore PLTV

Terminavo la seconda parte di queste osservazioni scrivendo: “Nel prossimo ed ultimo articolo di questo “trittico” analizzerò la comunicazione dei media e verificherò se quanto scritto è anche nei progetti di chi ci governa.”

L’informazione è importante, perché ci permette di capire il contesto in cui stiamo operando e di orientare i nostri investimenti. L’analisi che propongo si limita ai telegiornali, anche per lo spazio a disposizione.

I telegiornali sono una fonte importante di notizie. Il video ha, nella percezione della maggior parte delle persone, un’aura di veridicità quasi assoluta.

Quante volte abbiamo sentito la frase: “l’hanno detto in televisione”?

Tuttavia la prima attività coercitiva nei confronti della percezione delle persone sta a monte: la scelta delle notizie, il corredarle o meno da servizi, il posizionamento delle notizie nella scaletta dei vari telegiornali.

Prima del periodo delle vacanze la scaletta di tutti i TG era composta da:

  • dati sull’epidemia;
  • affermazioni di politici a favore o contro qualcosa (non vere e proprie interviste);
  • una storia commovente capace di raccogliere i consensi della maggior parte degli ascoltatori;
  • ristori (il “panem”);
  • calcio, ora olimpiadi (il “circenses”);
  • varie ed eventuali.

Analizzando con l’ausilio delle tecniche di comunicazione e di neuromarketing la scaletta dei vari telegiornali, questa comincia con segnali di preoccupazione o lieve speranza (pandemia), temperate dalle affermazioni dei vari politici che danno l’impressione di avere la situazione ben chiara e sotto controllo (sempre schieramenti opposti così ognuno può identificarsi e vedere la soluzione – bias cognitivo di conferma). Segue la storia commovente che mette tutti d’accordo. A questo punto arriva quello che Giovenale, quasi 2000 anni fa, descriveva come “panem et circenses”, cioè un messaggio rassicurante agli ascoltatori.

E’ a questo punto che si fa interessante il telegiornale: arrivano le varie ed eventuali.

Tornando all’articolo della scorsa settimana dove indicavo in turismo, cultura, opere d’arte ed agricoltura i settori in cui si concentreranno gli investimenti dei prossimi anni per sviluppare il PIL del nostro paese, spero non sarà sfuggito ai fruitori di PLTV (che è un pubblico attento e preparato) che vi è stato sempre nei vari telegiornali, specialmente RAI, un servizio sul Ministro Franceschini che inaugurava una mostra, un ritrovamento importante o il recupero di beni archeologici. Come praticamente sempre vi è stato un servizio sull’eccellenza dei nostri prodotti nell’agro-alimentare, se non addirittura una trasmissione ad hoc.

La tecnica è quella che viene definita “nudge”, in italiano “spinta gentile”: si indirizza in maniera sottile il comportamento dei consumatori.

L’argomento necessiterebbe ovviamente di pagine e pagine di spiegazioni e di approfondimenti. Quello che mi ripromettevo in questo articolo era di mettere la classica “pulce nell’orecchio” per un esame critico delle notizie.

Mi si permetta un appello: comprate prodotti italiani, di aziende che pagano le tasse in Italia, utilizzate aziende di consulenza italiane e visitate il nostro bel Paese. Il PIL aumenterà e tutti ne beneficeremo.

Alla prossima settimana.