di Piergiorgio Giuliani, vice direttore PLTV

Fine anno è sempre il momento dei bilanci.

Stando a quello che ci viene ripetuto, per l’Italia è un momento magico: il Pil sta aumentando oltre le attese, i vaccini stanno funzionando, Mario Draghi ci sta spingendo trionfalmente in vetta all’Europa.

Babbo Natale quest’anno ci ha fatto un bel regalo, anzi il periodo festivo dovrei scrivere. E si perché in Europa sotto traccia serpeggia sempre la paura di parlare di Cristianesimo in favore del politicamente corretto e dell’inclusione.

Inclusione non vuol dire dimenticare le proprie origini ed annullarle per non dispiacere gli altri, vuol dire mantenere le proprie radici ma non ostracizzare chi ha convinzioni diverse; vuol dire convivere civilmente rispettandosi reciprocamente gli uni con gli altri, contribuendo tutti ad una crescita civile e culturale reciproca. Io, orgogliosamente cattolico, non inorridisco di fronte alla parola “Ramadan” e non ho brividi di ribrezzo di fronte a chi lo osserva. Non capisco perché qualcuno dovrebbe inorridire di fronte al Natale.

Non è la prima volta che si prova a demonizzare le radici cristiane dell’Europa.

Nel 2004 si concluse a Roma la stesura della Costituzione Europea e nel 2006 avrebbe dovuto entrare in vigore.  Ma così non fu: si ripiegò sul Trattato di Lisbona del 2007, entrato poi in vigore nel 2009. Il Trattato fu un passo importante per l’affermazione di un comune stato europeo, ma non considerò le esigenze di comunità spirituale e culturale che una Costituzione deve contenere. Europa degli Stati ma non Europa delle Nazioni.

Perché la Costituzione Europea non fu adottata? Perché in quella Costituzione si parlava di radici cristiane dell’Europa. In quel periodo Gli Stati Uniti premevano per l’ingresso in Europa della Turchia: l’adozione di una Costituzione contenente un richiamo alle radici cristiane avrebbe frenato l’entrata della Turchia nella Comunità Europea, mentre avrebbe agevolato l’ingresso di Stati vicini alla Russia. Il pericolo di una quinta colonna in seno all’Europa era intollerabile per gli Stati Uniti.

Successivamente al Trattato di Lisbona  si riprovò a prendere in mano la questione della Costituzione Europea e a volte la sola moral suasion non basta: fino al 2006 lo spread fra BTP e bund era praticamente inesistente. Da quel periodo in poi lo spread comincia a crescere, soprattutto per Italia, Spagna, Francia,  Portogallo e Grecia, casualmente tutti stati con forti radici cristiane. Il tutto culminò con la crisi greca derivante dal suo tragico rapporto debito pubblico PIL che si aggirava al 125%  e che fu “salvata” dall’Europa . Da notare che l’Italia aveva avuto un rapporto simile alla fine della prima guerra mondiale, alla fine della seconda e attorno al 1995, mentre nel 2015 abbiamo superato quota 130%. Un debito pubblico entra in crisi quando “gli altri” decidono di smettere di sottoscriverlo e noi adesso stiamo allegramente volteggiando al 160%!

Infine non dimentichiamoci l’attacco che alcuni anni fa fu fatto al crocifisso nei luoghi aperti al pubblico. Le notizie allora riportavano solo la necessità di togliere il crocifisso per “non offendere” la sensibilità di chi non era cristiano.

Nessuna voce si alzò in difesa del crocifisso. Questo mi fece infuriare e, allora, da Direttore Generale di un gruppo bancario, feci appendere un crocifisso in ogni ufficio sia aperto al pubblico che interno. La notizia fece scalpore e fu ripresa da vari giornali a carattere nazionale e mi fece anche una intervista l’Osservatore Romano che la pubblicò addirittura in prima pagina. Ricordo ancora, non le esatte parole che dissi, ma il concetto: La nostra Nazione e la Banca che dirigo hanno radici cristiane (La banca era stata fondata da un Vescovo). La nostra storia e i nostri valori ci hanno fatto attraversare tanti anni ed essere ciò che siamo. Per i Cattolici il Crocifisso ha un ben chiaro significato, per chi non è cristiano rappresenta  l’atto d’amore più grande di una persona che, nella sua visione, per salvare gli altri ha donato la propria vita.

Per adesso basta così e ripeto: Buon Natale a tutti, senza dimenticare: “comprate beni Italiani, prodotti da aziende che pagano le tasse in Italia, andate in ferie in Italia dove troverete mare, monti, laghi, storia e divertimento  e, infine,  utilizzate aziende di consulenza italiane: costano meno e sono migliori.”

Alla prossima.