Come Cambierà la vita dei Consulenti Finanziari e il Nuovo Ruolo dell’ OCF – Organismo Consulenti Finanziari

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Procede l’iter per il passaggio delle funzioni di vigilanza dalla Consob all’ OCF (Organismo di Vigilanza e tenuta dell’Albo Unico dei Consulenti Finanziari).

Lo scorso 28 luglio la Consob ha avviato la Consultazione sulle modifiche del Libro VIII del Regolamento Intermediari in materia di Consulenti Finanziari, necessarie per l’attuazione dell’art.1, comma 36, della Legge di Stabilità 2016 che prevede il trasferimento in capo all’OCF delle funzioni di tenuta dell’Albo, di Vigilanza e Sanzionatorie nei confronti dei soggetti iscritti. 

PLTV riporta il punto di vista di Federpromm 

“Anticipando di qualche giorno prima della scadenza prevista (3 agosto 2017) il Governo ha finalmente varato il decreto legislativo A.G. n.413 di attuazione della Mifid II, collegato all’ adeguamento della normativa nazionale alla disposizioni del Mifir, dopo averne acquisito i singoli pareri dalle Commissioni Parlamentari (VI Commissione Finanze di Camera e Senato). “In attesa di leggere l’articolato del testo in Gazzetta Ufficiale, è utile, anche per comprenderne la natura e le possibili conseguenze, – afferma Marucci della Federpromm – inquadrare la riforma in una prospettiva storica per coglierne le varie tendenze emerse nel lungo e faticoso dibattito che ha visto partecipi tutti i soggetti coinvolti: dalle associazioni di tendenza ai produttori e collocatori dei servizi di investimento ai risparmiatori ed investitori tutti. Soprattutto il processo che ha determinato posizioni divergenti circa l’inquadramento della figura del consulente fee only,ovvero classificato come figura “autonoma” anziché indipendente. per l’offerta fuori sede.

Relativamente a quest’ultimo aspetto – precisa Marucci, – richiamando gli studi sulle Flashbulb memories, è emerso come sia stata una vera sorpresa, una particolare rottura delle aspettative, l’aver riproposto il testo originario per i consulenti autonomi la possibilità di svolgere la propria attività professionale anche fuori sede, convinti che dopo i rilievi ed osservazioni espresse con forza dalle Commissioni Parlamentari sulla abolizione dell’art.30bis, il Governo ne avesse fatto tesoro. Una variabile indipendente che sicuramente inciderà nei rapporti di forza strutturalmente codificati. Ne è seguito subito dopo un ampio ventaglio di interviste da osservatori attenti e socialmente impegnati che hanno manifestato posizioni divergenti ma anche decisori influenti per il loro senso di appartenenza: per citarne alcuni, accademici come Giuseppe Santorsola e da professional manager come Vincenzo Bafunno.

Una dicotomia che richiama il paradigma di Thomas Kuhn nel considerare e analizzare la realtà, o quella parte della realtà non come sviluppo naturale ma come rimessa in discussione di quei processi di formazione delle leggi e dei fenomeni sociali attraverso momenti di crisi, di rottura degli schemi tradizionali: in sostanza un modo di considerare ed analizzare la storia come dialettica delle forze in campo.

Sicuramente l’albo dei consulenti finanziari – oggi circa 55mila iscritti all’ OCF – precisa Marucci,  – avrà un notevole incremento di nuovi iscritti, anche a causa della riqualificazione del personale del sistema bancario, che andranno a ridefinire il quadro della rappresentanza nelle tre sezioni previste all’interno dell’OCF senza naturalmente far saltare gli attuali schemi della struttura e del modello organizzativo che lo stesso Organismo si è dato.

La stessa Consob, subito dopo il varo del C.d.M. del decreto legislativo di recepimento della Mifid II, in data 28 luglio ha posto in consultazione pubblica il Regolamento di attuazione per gli intermediari finanziari e per i consulenti finanziari secondo il nuovo schema di configurazione apportandone significative modifiche soprattutto sulla rappresentanza delle Associazioni di categoria e il modello di vigilanza. Sarà quindi l’occasione per affrontare con senso di responsabilità e competenza tutta la problematica della applicazione della norma primaria come definito dal quadro della stessa Mifid II. E’ una conferma – conclude il segretario della Federpromm – che vi è la volontà e il buon senso a voler dare segnali incoraggianti – dopo le tristi vicende che hanno coinvolto una vastissima platea di risparmiatori ed investitori – al mercato e alla comunità finanziaria che occorre la partecipazione di tutti gli stakeholder a far decollare la ripresa del nostro sistema economico e finanziario italiano in una cornice di regole uniformi a livello Europeo.”

Fonte: comunicato stampa

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