Internet e i social media avranno un impatto sempre più forte sul modo di offrire i tuoi servizi.

Partiamo dall’esempio di Barack Obama. Tutti sappiamo quanto internet sia stato cruciale per l’elezione di Obama, basti vedere i 2 milioni di profili creati sulla community MyBarackObama e i più di 5 milioni di sostenitori appartenenti ad altri social media.
Per me la ragione del suo successo sta nel fatto che le persone preferiscano opinioni imparziali dei loro amici, colleghi e di persone come loro piuttosto che i messaggi perfettamente confezionati di politici o di società.
La strategia del team di Obama è stata quella di usare questa “saggezza del popolo” o ”passa parola” per coinvolgere più votanti nella creazione ed esecuzione della campagna piuttosto che tentare di controllarli.
Il “passaparola” non è nulla di nuovo. Le persone hanno sempre ascoltato il parere degli amici, della famiglia, dei colleghi ed altre persone conosciute. In passato ci si scambiava opinioni con i vicini di casa in cortile. Oggi giorno le persone condividono idee e opinioni in cortili virtuali.
Negli ultimi anni la tendenza si è diffusa capillarmente, spinta dai media online come le email, i blog, le chat, le community…

Il mondo virtuale sta diventando sempre più grande. Uno studio di Cisco prevede che ci saranno più di 15 miliardi di persone con accesso ad internet nel 2015 e che il traffico dati dei cellulari crescerà di 26 volte nel giro di 5 anni. Morgan Stanley prevede che per il 2015 i cellulari saranno il metodo preferito per accedere ad internet, più del PC.

Le ricerche mostrano che le persone usano sempre più fonti online e specialmente i social media, per condividere opinioni su prodotti, servizi e brand.
La fortuna della saggezza del popolo è alimentata dalla fiducia dei consumatori per queste opinioni e recensioni. Secondo uno studio di McCann, le persone credono di più alle recensioni online di sconosciuti quasi tanto quanto se fossero faccia a faccia. Infatti una recente ricerca Nielsen fatta in più di 50 paesi mostra che il 90% degli consumatori di internet si fida dei consigli delle persone che conoscono, e il 70% delle opinioni trovate online. Solo il 41% si fida dei messaggi pubblicitari dei motori di ricerca e solo il 33% dei banner delle pubblicità online. Ci si fida molto meno delle pubblicità sui media tradizionali come TV, giornali, riviste e radio, piuttosto che delle opinioni degli altri consumatori.

Diverse società come Google, Dell, Procter&Gamble e Ford Motor Company hanno iniziato a fare leva sui social media per migliorare e per stringere relazioni esclusive con i clienti. Anche il Vaticano, una delle più vecchie organizzazioni al mondo, ha un canale su Youtube.

Il modello di business di molte società è cambiato per sempre e di altre sta cambiando ora.

Le 5 barriere e i dubbi più comuni ad utilizzare i social media da parte di professionisti e piccole imprese:

1. È pericoloso prendere parte ai social media perché sono incontrollabili
Sì, i social media sono meno controllabili. E sì, spaventa. Non esiste controllo diretto, si può solo monitorare e reagireChiudere gli occhi e non partecipare, ad ogni modo, non fermerà la condivisione online dei commenti tra gli utenti.

2. Sui social media è messa a rischio la privacy
Con la mole di informazioni online sui profili delle persone, sulle loro abitudini e sui loro spostamenti, la privacy diventa effettivamente un problema. Le società devono saper gestire la privacy ma è un dato di fatto e non una ragione per starne alla larga.

3. Le norme legali non sono allineate ai social media
Chiaramente le normative, la gestione del rischio e gli uffici legali devono essere coinvolti.

4. I social media sono solo una montatura pubblicitaria
Sento dire da tanti professionisti: “Con la pressione attuale sul nostro business, chi ha tempo di stare tutto il tempo su Facebook e Twitter? Ma è alla base di qualsiasi business, stare dove stanno i clienti.

5. La nostra cultura organizzativa non è ancora pronta
I social media richiedono trasparenza e velocità. Per parteciparvi bisogna avere un atteggiamento nuovo. Le iniziative sui social media possono scatenare risposte a catena. La cosa in sé è buona, visto che si tratta di interagire, ma bisogna essere preparati e possedere le risorse adeguate per rispondere ai clienti che cercano risposte immediate e gratificazione.

Ritengo fermamente che ciascuno di voi si debba fermare un attimo e prendere più consapevolezza delle caratteristiche dei propri clienti oggi, in modo da avere la strategia di sviluppo più in linea con il proprio target clienti… e… non trascurate di approfondire l’opportunità social media anche per voi… potrebbe poi essere troppo tardi.